AMBIENTE. DA TOURING CLUB ITALIANO PROPOSTA SU “TURISMO ARCHEOLOGICO”.

OGGI A XXII BORSA MEDITERRANEA DI PAESTUM CON ISEPPI E REALACCI (DIRE) Napoli, 16 nov. –  Sabato 16 novembre, alle 11:30, alla XXII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum il Touring Club Italiano presenta “Turismo Archeologico, parchi e piccoli Comuni di qualita'”. Per valorizzare i siti archeologici del mezzogiorno l’Associazione avanza la proposta di metterli in relazione con il contesto territoriale in cui sono localizzati legandoli al patrimonio naturale dei parchi e alla rete dei borghi di qualita’. In Italia, spiega il TCI, “sono 4.976 i luoghi della cultura aperti al pubblico, un quadro alquanto variegato che comprende 282 parchi e aree archeologici, 613 musei archeologici e 38 monumenti archeologici per un totale di 933, corrispondenti al 19% dell’intera offerta nazionale. Il 41% si trova al Sud, dato che dimostra il primato dell’Italia meridionale in tema di archeologia. Secondo l’Istat (dati 2015) le diverse tipologie di attrattori archeologici (musei, aree e parchi, monumenti) hanno attirato quasi 27 milioni di visitatori, il 24% del totale. Nel Sud, l’offerta archeologica ha attirato quasi 11 milioni di persone, ovvero il 51% dei visitatori dei luoghi/siti culturali dell’Italia meridionale. I principali attrattori archeologici italiani (dati 2018) sono il circuito romano Colosseo, Foro e Palatino (7,6 milioni di visitatori) e gli Scavi di Pompei (3,6 milioni). Seguono a distanza il Museo Egizio di Torino (850mila) e il Museo Archeologico Nazionale di Napoli (617mila)”. Con riferimento a un selezionato campione di siti e musei archeologici nazionali localizzati nel Sud, prosegue il Touring, “si rileva come, anche nel 2018, siano stati registrati ulteriori incrementi delle presenze rispetto all’anno precedente. Il Museo Nazionale Archeologico di Napoli ha registrato un +16,4%, gli Scavi di Pompei un +7,8%, il Museo Archeologico di Reggio Calabria +6,1% la Valle dei Templi di Agrigento +9,1%. Anche in valore assoluto i progressi sono particolarmente rilevanti. Infatti, con riferimento al periodo di maggiore rinnovamento organizzativo partito nel 2013, il campione preso in esame ha visto incrementi a due cifre e in taluni casi il raddoppio dei visitatori. Pompei e’ passata da 2,4 milioni a 3,6, il Museo Archeologico di Napoli da 308mila a 617mila, Paestum da 242mila del 2013 a 427mila del 2018, il Museo Archeologico di Taranto da 27mila a 73mila, la Valle dei Templi di Agrigento da 544mila a 935mila”.

“Sono risultati rilevanti – prosegue il TCI – che rimettono in circuito nuove energie e offrono uno scenario positivo soprattutto delle regioni meridionali che attraversano una difficile congiuntura sotto il profilo sociale e produttivo. Questi dati dimostrano che e’ possibile realizzare itinerari o reti che comprendano poli archeologici non solo nelle grandi realta’ metropolitane come Napoli o Roma, ma anche nei sistemi piu’ diffusi dove prevalentemente sono localizzati i siti archeologici. In questo senso si dovra’ esplorare ogni possibile complementarieta’ con i parchi e aree protette, quale grande risorsa ambientale e importante destinazione turistica, e i piccoli comuni di qualita'”. Il Touring Club ha invitato, quindi, a confrontarsi sul tema “Turismo Archeologico, parchi e piccoli Comuni di qualita'” Ermete Realacci, presidente Symbola, Tommaso Pellegrino, presidente Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, Gabriel Zuchtriegel, direttore del Parco Archeologico di Paestum, Chiara Lanari, vicesindaco di Chiusi, Comune Bandiera Arancione del Touring e Giovanni Pandolfo, consigliere Touring Club Italiano e Console Regionale per la Campania. Ad introdurre e coordinare il dibattito Franco Iseppi, presidente del Touring Club Italiano e Giuseppe Roma, vicepresidente del Touring Club Italiano. “Poli archeologici e borghi di qualita’ – afferma Giuseppe Roma, vicepresidente del Touring – possono ritrovare nei territori della biodiversita’ un ulteriore fattore di arricchimento dell’offerta turistica. In Italia sono presenti 25 parchi nazionali e 143 parchi regionali, per complessivi 1.896 comuni. Il triangolo fra aree protette (natura), borghi di qualita’ (arte e convivialita’) e siti archeologici (storia) potra’ rappresentare un possibile terreno per elaborare specifiche strategie di territorio in grado di rendere queste destinazioni ancora piu’ appetibili per un turista alla ricerca di bellezza e autenticita'”.

Agenzia DIRE  www.dire.it

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