AGRICOLTURA. USB: NEI CAMPI NON MANCANO LE BRACCIA MA I DIRITTI.

(DIRE) Roma, 8 apr. – Il Coordinamento lavoratori agricoli dell’Unione Sindacale di Base rivolge un nuovo, pressante invito al governo ad adottare subito un provvedimento che garantisca l’emersione degli invisibili. Un atto tanto piu’ urgente alla luce dell’emergenza coronavirus, che ha sprofondato nel buio totale le migliaia di braccianti che fin qui hanno vissuto confinati nelle zone d’ombra fatte di sfruttamento, assenza di diritti, insediamenti precari e fatiscenti. I decreti varati fin qui dal governo per contrastare il Covid-19, spiega una nota, non hanno mai preso in considerazione lo stato in cui vivono e lavorano i braccianti e anzi, piu’ di una componente politica si e’ spinta a progettare un piano per le campagne italiane che prevedesse l’impiego nel lavoro agricolo dei percettori del reddito di cittadinanza. Il modo perfetto per spingere ancor piu’ ai margini i lavoratori, soprattutto migranti, esposti quotidianamente a condizioni di lavoro oltraggiose. Il modo perfetto per privarli anche dei pochi denari che riescono a guadagnare spaccandosi la schiena per tutto il giorno. All’agricoltura italiana non mancano le braccia, ma i diritti. Per questo USB chiede nuovamente che il governo vari un provvedimento d’urgenza, legato all’emergenza sanitaria che preveda il rilascio del permesso di soggiorno a tutti i migranti, non solo a chi e’ impegnato nelle campagne. Un atto di giustizia, un vero e proprio certificato di esistenza che consenta ai braccianti – e non solo – di avviare un percorso di riconquista dei diritti, fino al raggiungimento della parita’: uguale lavoro per uguale salario. La Grande Distribuzione Organizzata schiaccia i diritti di tanti, non solo dei braccianti ma di tutti i lavoratori impegnati nella filiera: gli operai dell’industria agroalimentare, i facchini della logistica, i lavoratori dei punti vendita, i riders. Il governo prenda posizione ed emani un provvedimento d’urgenza per l’emersione degli invisibili.

Agenzia DIRE  www.dire.it

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