AGRICOLTURA. CIA: CONCORRENZA SLEALE DA UVA EGIZIANA A PREZZI STRACCIATI.

(DIRE) Roma, 16 lug. – Uva da tavola egiziana a prezzi stracciati sugli scaffali europei, con l’intermediazione dell’Olanda, nel pieno della raccolta tricolore. E’ l’allarme lanciato da Cia-Agricoltori Italiani per il mercato dei nostri grappoli, favorito dagli accordi Ue-Egitto che agevolano l’ingresso nel continente di uve dal Nord Africa. Successivamente, sono le piattaforme distributive olandesi a immetterla nel mercato a meta’ prezzo rispetto alle uve italiane, creando concorrenza “sleale” al nostro prodotto. I prezzi delle uve egiziane sono, infatti, influenzati dal costo bassissimo della manodopera e mettono in grave difficolta’ la filiera italiana, che ha oneri molto piu’ elevati per l’incidenza del fattore lavoro e anche delle nuove operazioni messe in campo con le regole sanitarie post-Covid19, ma offre tutte le garanzie in termini di qualita’ (ampia varieta’ di vitigni storici), salubrita’ e sicurezza fitosanitaria. Il problema e’ molto sentito dai produttori nazionali perche’ la filiera delle uve da tavola (le superfici vitate sono 46 mila ettari concentrati in Puglia e Sicilia) ha da sempre una forte vocazione all’export, soprattutto in ambito Ue. Nel complesso, i Paesi Bassi sono protagonisti assoluti nella movimentazione di uva a provenienza extra-Ue e insieme al Regno Unito nel 2019 hanno importato il 70% del prodotto egiziano in Europa, intercettando anche il 65% di quello proveniente dal Peru’ e la meta’ dell’uva cilena. A preoccupare non e’ solo la concorrenza crescente di Paesi che arrivano sul mercato con un prodotto fortemente competitivo in termini di prezzo, ma anche la riduzione della capacita’ di spesa per l’ortofrutta, a seguito della crisi economica da Covid19. Il rischio, ora, e’ che la distribuzione dia spazio sugli scaffali alle uve straniere a prezzi stracciati a scapito di quella nazionali. Cia ritiene, pertanto, necessaria un’attenta revisione di questi datati accordi bilaterali, per meglio tutelare i produttori mediterranei. Al contempo, chiede un importante sostegno istituzionale alla promozione dell’uva italiana e aperture verso nuovi mercati, come quello della Cina e degli altri Paesi orientali. 

Agenzia DiRE  www.dire.it

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