Agricoltura, al Car di Roma nuove insegne per valorizzare banchi a chilometro zero.

Un quarto dell’ortofrutta che passa per il Centro agroalimentare di Roma, 2,5 milioni di quintali, arriva dalle campagne laziali

Roma – Almeno un quarto dell’ortofrutta che passa
ogni anno per il Centro Agroalimentare Roma, 2 milioni e mezzo di
quintali, proviene dalle campagne laziali. “Sono prodotti appena
raccolti e a chilometri zero, una ricchezza che mettiamo sulle
tavole dei romani ogni giorno e che spesso non viene riconosciuta
abbastanza”. Parola del direttore del Car, Fabio Massimo
Pallottini, che ha inaugurato oggi le nuove insegne per
permettere a grossisti, dettaglianti e consumatori di riconoscere
immediatamente i banchi del Centro che commerciano ortofrutta di
prossimita’. L’insegna e’ verde e luminosa e vi si legge
‘Produttori del Lazio. Il meglio scelto per voi’, accanto al logo
‘Cuor di Car’ sotto al quale compare la parola ‘Origini’ proprio
per certificare l’identita’ territoriale dei prodotti.
La prima insegna e’ stata svelata oggi alla presenza
dell’assessore all’Agricoltura della Regione Lazio, Enrica
Onorati, del presidente Arsial, Antonio Rosati, del presidente di
Coldiretti Lazio, David Granieri, e del presidente della
Commissione Agricoltura della Regione Lazio, Valerio Novelli.
L’insegna distintiva rientra nel piu’ ampio progetto di
valorizzazione della filiera locale titolato ‘Corridoio verde’,
che nel prossimo step prevede il lancio di un packaging creato ad
hoc per rendere riconoscibili ai consumatori i prodotti del
territorio. “Abbiamo voluto- ha aggiunto Pallottini– mettere un
ponte tra la campagna e i consumatori del Lazio, un ponte che
passa per il Centro Agroalimentare”.
“Lanciamo un messaggio importante e concreto- ha commentato
Valter Giammaria, presidente del Car– in un momento in cui tutti
parlano di chilometro zero e di tracciabilita'”. Ancora:
“Distintivita’ localismo e sostenibilita’- ha detto l’assessore
Onorati- sono le parole chiave della strategia ‘from the farm to
the fork’ dell’Ue ed e’ tradotta anche nel progetto del Car che
racconta l’essenza a partire dai nostri agricoltori di tutta la
filiera orticola del lazio e non solo. Un bel progetto, per cui
il plauso va alla struttura del Car e ai nostri agricoltori che
continuano a credere nel valore del cibo come messaggio e
racconto dei nostri territori”.
“Oggi il cibo italiano vuol dire cibo sano. In particolare
oggi i consumatori vogliono cibo di prossimita’, un’idea
importante cui dobbiamo dare ancora piu’ slancio”, ha detto
Rosati ricordando che la Regione attraverso Arsial sta
finanziando la consegna a domicilio delle aziende laziali con il
bando (P)orto Sicuro.
“Sicuramente e’ un progetto importante- ha riconosciuto
Granieri- che nasce dalle aziende agricole che vivono il Car e
che hanno l’esigenza che siano espressi alcuni concetti
fondamentali: tracciabilita’, origine e qualita’ del prodotto.
Specialmente in contesto importante come questo che si rivolge a
Roma, la Capitale dell’agroalimentare d’Italia”.

Agenzia DiRE  www.dire.it

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