Addio a Philip Roth, ‘gigante’ della letteratura contemporanea.

È morto lo scrittore americano Philip Roth, autore di peso e punto di riferimento indiscusso della letteratura contemporanea. Aveva 85 anni e, riferisce il New York Times, è venuto a mancare per un’insufficienza cardiaca. I suoi nonni erano ebrei emigrati in America e proprio al mondo ebraico americano guardavano buona parte dei suoi tanti (tantissimi) romanzi e racconti: la sua educazione ebraica e il senso delle regole non mancano di farsi sentire in ogni suo scritto. Originario del New Jersey, viveva tra New York e il Connecticut.

Nella sua vita, Roth ha ottenuto molti riconoscimenti letterari, in primis il Premio Pulitzer nel 1998 per “Pastorale Americana”, uno delle sue opere più note, ma non gli fu mai assegnato il Nobel per la letteratura, nonostante il nome fosse praticamente era in pista quasi ogni anno, tanto che poi ormai veniva additato come l’eterno escluso.

Il primo grande successo arrivò nel 1969 con “Il lamento di Portnoy“. Fu uno scrittore politico e affrontò temi molto forti con un linguaggio crudo e realista. Nel 2012 decise di lasciare la narrativa e si trasferì in una fattoria nel Connecticut.

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