ABORTO. RU486, BINETTI (UDC): GOVERNO NON FA NULLA A TUTELA VITA NASCENTE.

E’ SCONTRO APERTO TRA E NOTA PONTIFICIA ACCADEMIA DELLA VITA (DIRE) Roma, 14 ago. “Solo pochi giorni fa il ministero della Salute italiano ha emanato le nuove linee guida sulla interruzione volontaria di gravidanza per via farmacologica con la famosa RU 486 e oggi puntualmente arriva la Nota della Pontificia Accademia della Vita che fanno chiarezza su quella che rimane una delle questioni piu’ dolorosamente laceranti della bioetica: l’aborto. Il punto di partenza e’ il rispetto della legge 194, ma con una lettura critica che mette in discussione una serie di luoghi comuni per chiarire il senso e i rischi della nuova posizione assunta dal governo attuale. A cominciare dalla premessa della legge in cui si afferma gia’ in apertura che lo Stato, garantendo il diritto alla procreazione cosciente e responsabile, riconosce il valore sociale della maternita’ e tutela la vita umana dal suo inizio. Ma e’ proprio questa la mistificazione piu’ grave a cui questa legge e’ andata incontro negli anni, fino a giungere all’aborto fai-da-te, cosi’ come si sta configurando con le nuove linee guida ministeriali. E dopo aver ignorato per anni il ruolo dei Consultori che nella legge hanno il compito di contribuire a far superare le cause che potrebbero indurre la donna all’interruzione della gravidanza, ora con le nuove linee guida diventano luoghi in cui e’ possibile dispensare le due pillole di mifepristone e prostaglandine, indispensabili per procurare l’aborto a domicilio. Sempre piu’ la legge viene piegata alla logica abortiva, dimenticando che nelle intenzioni del legislatore comportava l’impegno a dare davvero alla donna, e alla coppia, tutto il sostegno possibile per prevenire l’aborto, superando quelle condizioni di disagio, anche economico, che possono rendere l’interruzione della gravidanza un evento piu’ subi’to che scelto. La nota della Accademia pontificia si sofferma anche sulla necessita’ di garantire alla donna un’elaborazione piu’ ampia e completa delle intense reazioni emotive scatenate dalla gravidanza, soprattutto al suo inizio e nello stesso tempo sottolinea come consentire che l’aborto possa avvenire tra le mura domestiche significa allontanarlo dalla sfera della responsabilita’ sociale, che la legge 194 chiama direttamente in causa”. Lo afferma la senatrice Paola Binetti, UDC.

“Non c’e’ dubbio che l’intervento del Vaticano appare fortemente critico nei confronti delle decisioni del governo e soprattutto del ministro della salute. Non sappiamo se e’ vero quanto affermato da Conte in TV pochi giorni fa: che lui non sapeva nulla di questa improvvida decisione del suo ministro, in un momento in cui la maternita’ andrebbe tutelata in tutti i modi per mille ragioni diverse. Impossibile che ignori come in un momento di forte impoverimento del paese, di gravi incertezze sul futuro, di crisi oggettiva della vita di famiglia, il rischio di dire di no alla vita possa affondare le sue radici proprio nel contesto politico-economico in cui stiamo vivendo. Tanto piu’ se ricordiamo che l’Italia e’ all’ultimo posto in fatto di politiche per la natalita’. Questo governo che nulla fa per l’infanzia, basta pensare al caos a 360 gradi creato dalla Azzolina per la scuola dei piccoli e piccolissimi, sente il bisogno di prendere la rincorsa solo per dare la spallata a valori forti come la vita, la famiglia e l’educazione. Queste linee guida sono di una ipocrisia davvero insopportabile, nel momento in cui favoriscono l’aborto in flagrante contraddizione con la famosa tutela sociale della maternita’. Dall’Accademia pontificia una Nota importante, che non vorremmo facesse la stessa fine dei tanti interventi della CEI, apprezzati in linea di principio e subito dopo affogati nell’inerzia e nella contraddizione di un governo dai confini valoriali sempre piu’ ambigui”, conclude la senatrice Paola Binetti, UDC. 

Agenzia DiRE  www.dire.it

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