A Milano il Museo nazionale della Resistenza, Franceschini: “Era ora”.

di Nicola Mente

Sede in piazzale Baiamonti, sarà coinvolto l’Istituto Parri. ‘Benedizione’ di Mattarella.

MILANO – Un Museo nazionale della Resistenza in piazzale Baiamonti a Milano. Il Governo stanzia ulteriori 15 milioni che, uniti agli iniziali 2,5 milioni per un progetto già annunciato dal ministro per i Beni culturali Dario Franceschini nel 2015 (e che incontrò molte polemiche per questione di spazio), darà al capoluogo lombardo del primo museo nazionale sulla storia partigiana italiana. Ad annunciarlo, oggi, lo stesso Franceschini, accompagnato dal sindaco meneghino Giuseppe Sala, in una conferenza stampa a Palazzo Marino. L’annuncio è ‘benedetto’ da un messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.La memoria di chi ha combattuto per restituire all’Italia la libertà va conservata e trasmessa, non per riprodurre divisioni, ma per consolidare e diffondere, specialmente tra le giovani generazioni, la consapevolezza del valore inestimabile della democrazia e della libertà”, sono le parole recapitate dal Capo dello Stato e lette da Franceschini durante la conferenza.

“Formulo pertanto i migliori auguri nella convinzione che si tratterà di un centro propulsore di grande rilievo per la promozione dello studio e per la divulgazione di un periodo fondamentale della nostra storia recente”, chiude Mattarella. I tempi di realizzazione devono ancora essere definiti con certezza e i lavori verranno effettuati da Herzog, lo studio di architetti che ha progettato la struttura.

FRANCESCHINI: “ERA ORA”

“Come ha sottolineato nel suo bellissimo discorso il presidente Mattarella, era ora che si desse finalmente forma ad un museo nazionale della Resistenza” in cui “tutti i luoghi e le realtà anche a livello locale” e rappresentandoli in una sfida importante della conservazione della memoria“. Sono le parole del ministro dei Beni culturali Dario Franceschini in occasione dell’annuncio del primo museo nazionale della Resistenza.

Franceschini annuncia che verrà coinvolto nel progetto l’Istituto nazionale Ferruccio Parri e come forma giuridica sarà individuata quella della Fondazione aperta, con accesso ad associazioni private. “La notizia di oggi è positiva per tutti i motivi che sappiamo ma noi eravamo consapevoli che il progetto come era stato pensato non sarebbe potuto essere realizzato”, afferma il sindaco di Milano Giuseppe Sala in riferimento al progetto originario deliberato quattro anni fa e che avrebbe dovuto veder sorgere il museo all’interno della Casa della Memoria, progetto che poi incontrò notevoli polemiche per mancanza di spazio. D’altronde è lo stesso Franceschini a ricordare come il primo appello in favore di un ampliamento degli spazi fu firmato dalla senatrice a vita Liliana Segre. Sala intanto rifiuta l’appellativo di Milano roccaforte di certi valori: “Spero che le roccaforti siano tante, rimane il fatto che Milano non fa un passo indietro ma uno avanti”, spiega il sindaco, e “noi tutte le occasioni le utilizziamo per mostrare i nostri valori”. È poi lo stesso Franceschini, ricordando la Resistenza bianca a cui partecipò il padre, a definire importante la presenza di un luogo che racconti e spieghi un mondo che non va dimenticato dai più giovani e per evitare “che quel ricordo si smarrisca”.

Agenzia DIRE  www.dire.it

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