4 Tifosi del Frosinone denunciati per ricettazione dalla Polizia di Stato.

frosinone calcioE’ il mese di agosto quando si chiude la campagna abbonamenti del Frosinone Calcio, da poco entrato nella massima serie del campionato italiano.

Sono in tanti a chiedere di abbonarsi per seguire la squadra del cuore ma non vi è sufficiente capienza per tutti.

Tre giovanissime riescono ad avere l’agognato abbonamento e per festeggiare pubblicano su un noto social network una foto della propria fidelitiy card che riporta tutti gli estremi dello stesso.

E’ l’inizio della frode informatica in danno delle tre minorenni commessa approfittando della possibilità concessa agli abbonati di poter cedere il proprio biglietto ad altre persone in possesso di tessera del tifoso, qualora non si possa o voglia andare a vedere una partita.

Qualcuno, infatti, con i dati riportati nella card entrato nel circuito di prevendita on-line dei biglietti del Frosinone Calcio ed ha fraudolentemente effettuato il cambio della persona beneficiaria dell’ingresso.

L’illecito scambio viene fuori quando le minori titolari dell’abbonamento si recano presso la società della squadra frusinate, per fare presente le problematiche riscontrate, in più incontri casalinghi: blocco del tornello per avvenuto pregresso ingresso.

La società del Frosinone Calcio denuncia quanto accaduto all’Ufficio Digos della Questura di Frosinone che effettua le prime indagini individuando i beneficiari “impostori”.

Sono quattro i giovani che dovranno rispondere dinanzi all’autorità giudiziaria per il reato di ricettazione per aver fatto uso, a proprio vantaggio, di titolo d’ingresso di illecita provenienza.

Tutti sono stati inoltre sanzionati in via amministrativa per essere entrati presso un impianto sportivo in violazione del regolamento d’uso e, proprio per la reiterata violazione della normativa di settore che regola l’accesso agli stadi, due dei denunciati sono stati, altresì, proposti per l’applicazione del D.A.S.P.O. – divieto di accesso alle manifestazioni sportive.

Indagini della Digos sono tuttora in corso per individuare i responsabili della frode informatica e, in collaborazione con la Sezione Polizia Postale, per accertare se si siano verificati analoghi illeciti.

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