ELISABETTA II. PRINCIPE ETIOPE SEPOLTO A WINDSOR DIVENTA UN CASO.

ALIMENTATA DA VIDEO DI CARLO III: ‘I REALI SONO ANCORA RAZZISTI’ (DIRE) Roma, 20 set. – La scomparsa della regina Elisabetta II, avvenuta il 9 settembre, ha innescato un dibattito sull’eredità della corona nelle ex colonie e più in generale sull’imperialismo britannico. Discussione che non è terminata con la sepoltura della sovrana ma che ha anzi tratto nuova linfa da un episodio legato proprio al luogo dove il suo feretro è stato collocato al termine della cerimonia funebre: la cappella di San Giorgio, nel castello di Windsor. La vicenda, rilanciata su Twitter dal giornalista K. Diallo, che è seguito da quasi 26mila persone e che riferisce di trovarsi al Cairo, è quella del principe etiope Alemayehu, figlio dell’imperatore Tewodros II. Stando alle principali ricostruzioni storiche sulla sua vita, il padre si suicidò dopo una battaglia con l’esercito britannico il 13 aprile 1868, il giorno dopo Pasqua, per evitare di cadere nelle mani dei soldati di Sua maestà. Il figlio fu portato in Gran Bretagna, dove conobbe la regina Vittoria, che manifestò un interesse particolare nei confronti del giovane e che gli garantì gli studi. Alemayehu morì a 18 anni e il suo corpo è conservato proprio nei pressi della cappella, esattamente, secondo un libro citato da diverse fonti, in una volta collocata appena fuori dall’edificio dove sono seppelliti i regnanti britannici e adesso anche la regina Elisabetta II. Nei suoi post sulla storia del principe etiope il cronista denuncia che il castello di Windsor “non è solo un simbolo dello splendore medievale, ma anche un simbolo del furto e della ferocia britannica”.
Il contenuto è stato rilanciato da oltre 8mila persone, ha avuto un “mi piace” da quasi 25mila utenti mentre le risposte sono centinaia. Non tutti convengono con la versione fornita da Diallo, che ha allegato anche alcune vecchie foto in bianco e nero. Il giornalista sostiene che il principe è stato “rapito” dall’esercito britannico, mentre diversi internauti rilanciano ricostruzioni storiche secondo le quali il giovane sarebbe stato portato nel Regno Unito su richiesta della madre, l’imperatrice Tiruwork Wube. Anche rispetto al trattamento riservato dalla regina Vittoria, trisavola di Elisabetta II e seconda regnante più longeva della storia britannica proprio dietro quest’ultima, ci sono opinioni discordanti: c’è che afferma che il ragazzo fu trattato come “un animale da compagnia” e visse un'”infanzia infelice” mentre altri dicono che “ricevette le cure e le attenzioni speciali della regina” fino alla sua morte. Di certo, da tempo l’Etiopia chiede a Londra di riavere indietro le spoglie del principe. Tre anni fa il British Museum ha intanto restituito due ciocche di capelli del padre, che gli erano state strappate dopo la battaglia. Il dibattito sull’erede dell’impero etiope si iscrive in un più ampio discorso di messa in discussione dell’operato della famiglia reale nelle ex colonie e del trattamento riservato alle persone provenienti da questi Paesi. Ieri hanno fatto il giro del web le foto dei capi di Stato africani, portati in pullman alle esequie della regina mentre il presidente americano Joe Biden sfilava con il solito corteo di limousine e auto della sicurezza.
Oggi su Twitter in molti rilanciano un video del nuovo re Carlo III che sembra evitare la mano di una persona nera accorsa alle transenne insieme a tanti per salutarlo. L’obiettivo è chiaro, si legge in alcuni messaggi sui social: “Facciamo girare, la casa reale è ancora razzista”.

Agenzia DiRE  www.dire.it

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