L’EMIGRAZIONE NEL CILENTO TRA “RESTANZA E VIANDANZA”.

 

 

 

 

ACCADEMIA DEI PARMENIDEI
      UFFICIO STAMPA

L’EMIGRAZIONE NEL CILENTO TRA “RESTANZA E VIANDANZA”

Di Luciana Gravina e Rita Gravina

Si è concluso il 27 agosto a Vallo della Lucania (SA) il ciclo di presentazioni del volume Atti del Convegno su Cilento Terra matrigna. 150 anni di emigrazione, spopolamento e diaspora dei giovani , passando per Celle di Bulgheria, Palinuro e Torraca dove la presentazione è stata arricchita dalla mostra fotografica in pannelli forex “Alcuni percorsi migratori dei cittadini di Torraca tra ‘800 e ‘900”.

Occuparsi del fenomeno dell’emigrazione è un progetto del Gruppo Mingardo/Lambro/Cultura, coordinato da prof. Ezio Martuscelli che, in collaborazione con alcuni intellettuali del Gruppo, ha lanciato l’idea di un convegno sul tema in questione con incontri dedicati a vari settori relativi al territorio e che nell’estate scorsa si sono svolti nelle località sopra citate e di cui il volume in parola propone gli atti.

Le manifestazioni sono state bene accolte sul territorio e in alcuni casi sono state messe a disposizione location di prestigio, come ad esempio a Torraca. Qui la presentazione è stata ospitata nella Chiesa della Congrega delle Anime del Purgatorio, messa a disposizione dal parroco, don Francesco Alpino, chiesa fatta costruire nel ‘600 dall’Arcade Giovan Giacomo Palamolla, Barone di Torraca e di Sapri e Vescovo di Martirano. A Celle di Bulgheria è stata offerta dall’Amministrazione Comunale la Corte del Palazzo Caputo Ramella, opera del XVIII secolo. Sicuramente apprezzabili anche le location di rifermento di Palinuro e di Vallo della Lucania, rispettivamente il Grand Hotel San Pietro, indicativo della cultura turistica del luogo e la Sala Consiliare elegante e ben strutturata, pregevole segnale di una cultura cittadina notevole.

Complice, dunque, la congruità e la bellezza dei luoghi ospitanti, l’analisi degli argomenti è stata condotta con una narrazione colta, densa di riferimenti e di spunti di riflessioni, grazie anche a un gruppo di relatori di prestigio, quali, per Torraca, Ezio Martuscelli, Francesco D’Episcopo, Rita Gravina, Domenica Iannelli, Franco Maldonato, Giovanni Falci, Luciana Gravina, per Celle di Bulgheria, Ezio Martuscelli, Corrado Limongi, Franco Russo e Angelo Carelli, per Palinuro, Luigi Nicolais, Melania Santarcangelo, Ferdinando De Luca, Raffaele Riccio, Angela Natale, per Vallo della Lucania, Pasquale Martucci, Angelo Perriello, Luigi Leuzzi. I relatori si sono soffermati sul valore e sulla funzione di questi scritti. Assieme alle analisi che lo scorso anno sono state fatte nei tre convegni dedicati, soprattutto sull’esodo giovanile che dell’ emigrazione del sud è l’elemento principale, questi studi sono espressione non solo di storia locale ma della loro appartenenza alla più ampia Storia d’Italia, così come il fenomeno migratorio che ha percorso sempre, e muove tuttora, la terra del Cilento, che si esplicita e trova la sua continuazione nell’analisi economico-sociale nazionale. Si è messo in evidenza l’elemento comparativo tra le realtà cilentane prese in considerazione e la volontà da parte degli autori di proporre un’analisi a tutto campo del fenomeno migratorio presente in questo territorio già all’indomani dell’unità d’Italia e che tuttora spopola interi centri.

Contestualmente sono emerse prossime linee di indagine e di studio per una ipotesi programmatica di prosecuzione sul tema, tenuto conto delle ragioni diverse che attualmente alimentano l’allontanamento e la migrazione soprattutto dei giovani verso l’altrove.

Sicuramente l’altrove è il luogo di fascino a cui i giovani di oggi naturalmente tendono, sia per spontanea propensione a fare l’esperienza del diverso, ma anche per la facilità con cui si viaggia, si conosce nuove realtà esistenziali, ci si sposta con lo zainetto e il trolley, e non più con la valigia di cartone, insomma si è più facilmente nomadi. Tuttavia è quasi sempre la ricerca di lavoro che spinge la gente del Cilento a cercare le opportunità che attualmente vengono offerte o dal Nord di Italia o dal Centro Europa. In realtà a livello politico sono state messe in atto misure nazionali ed europee che propongono ragioni per restare. Ed è anche su questo che il gruppo di studio intende concentrarsi. Restare, andare, tornare sono interrogativi forse permanenti perché intersecano il rapporto con la propria terra e con la propria identità, ma che in questa terra bellissima e isolata si pongono con maggiore insistenza, e non a caso il tema del convegno titola Cilento Terra Matrigna. Occorre una consapevolezza collettiva perché questa definizione possa essere declinata e progressivamente trasformata in Grande Madre, Terra di accoglienza e di benessere.

 

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