Speranza: “Sull’aborto le Regioni devono seguire la norma dello Stato”.

Il tema è tornato al centro della campagna elettorale dopo la presa di posizione di Chiara Ferragni.

ROMA – “Noi abbiamo una norma nazionale che ha introdotto il diritto di interruzione di gravidanza che io credo vada difesa in maniera molto forte e netta. La mia opinione personale è che la sentenza arrivata dagli USA, un po’ l’eredità di Trump e della destra americana, abbia cancellato con un tratto di penna cinquant’anni di diritti e di conquiste sul lato delle donne. Credo che questo sia un punto su cui riflettere. Noi dobbiamo creare condizioni per cui la norma vigente sia pienamente applicata, questo è il punto. Le Regioni devono seguire le indicazioni di questa norma dello Stato, una norma su cui c’è stata un’espressione di natura referendaria nel nostro Paese dall’esito molto chiaro e netto. Penso che sui diritti delle donne non si possa arretrare di un millimetro e anche su questo credo sia importante che ciascuna forza politica dica come la pensa fino in fondo. Se c’è chi la pensa come Trump credo che è giusto che gli italiani lo sappiano”, dichiara il ministro della Salute, Roberto Speranza, ospite questa mattina in diretta su Rtl. Il tema è tornato al centro della campagna elettorale quando, qualche giorno fa, l’influencer Chiara Ferragni ha condiviso un post della rivista ‘The vision’, che attaccava la politica del partito di Giorgia Meloni nelle Marche.

“Dobbiamo creare condizioni in cui in ogni territorio questo diritto che è riconosciuto dalla legge possa essere esercitato- ha aggiunto il ministro- La norma stessa prevede l’obiezione di coscienza, un diritto riconosciuto dalla legge dentro un equilibrio. Al tempo stesso dice che se sul piano individuale questo diritto è riconosciuto alla singola persona, non può avere come conseguenza il non esercizio del diritto da parte del cittadino, quindi qualora una persona fa obiezione di coscienza, il servizio sanitario nazionale deve garantire quel servizio trovando un’altra persona perché quel diritto venga esercitato. La legge 194 è una legge positiva che dobbiamo difendere e se qualcuno ha in testa di mettere mano a quella norma è bene che lo dica con chiarezza perché gli italiani devono scegliere e sapere a cosa si va incontro. Se lo scenario è all’americana, in cui si cancellano questi diritti, è bene che lo si dica con chiarezza”.

Speranza ha poi risposto ad una domanda sulla riforma del titolo quinto. “Credo- ha detto- che questo dibattito sia molto delicato, la mia opinione è che dobbiamo lavorare per trovare un equilibrio tra poteri di indirizzo, di monitoraggio e controllo nazionali e una gestione che oggi è regionale. Non è una discussione semplice, è una mia opinione. Non credo nell’idea degli ospedali gestiti da Roma, però penso che alcuni elementi di sbilanciamento nei confronti del territorio possano essere visti ma non è una materia semplice e personalmente la terrei anche fuori dalla campagna elettorale. Il nostro Paese ha oscillato troppo tra postazioni ultrafederaliste e una versione neocentralista. Penso che il punto sia trovare un punto di equilibrio vero. Alcune proposte che vedo di autonomia differenziata non mi convincono perché rischiano di acuire ancora di più questa distanza e differenziazione tra i territori che non ci deve essere”.

Agenzia DiRE  www.dire.it

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