Il 17 giugno con Moci, CAREZZE E K DI BAD VIBES.

 

 

IL 17 GIUGNO CON MOCI, CAREZZE E K DI BAD VIBES
Esce il 17 giugno  per Sbaglio Dischi e The Orchard, CAREZZE E K DI BAD VIBES, il nuovo singolo di Moci, che è un grido generazionale.

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Definito la “Next Big Thing della scena romana” da Rockol, Artista del mese per MTV al suo primo singolo, cantautore romano all’incrocio tra Mac DeMarco e gli Slowdive secondo DLSO, dopo quasi due anni dall’uscita di Morbido, suo disco d’esordio, il giovanissimo artista romano torna con una produzione completamente nuova. Già con Mi faccio paura, singolo uscito a maggio 2022, ha sancito un taglio netto con il passato: la nuova produzione è più cruda, sia sul piano narrativo che musicale. Salute mentale, inadeguatezza, senso di smarrimento e crisi generazionale sono al centro della nuova scrittura di Moci. Il 17 giugno 2022 è atteso CAREZZE E K DI BAD VIBES. 

 

CAREZZE E K DI BAD VIBES parla di una “generazione ponte”, cresciuti con l’idea “genitoriale” che il benessere e la felicità fossero a portata di mano e accessibili a tutti, per poi trovarsi catapultati in un modo in cui il precariato lavorativo e quello emotivo vanno di pari passo, in un mondo che ha completamente ribaltato i suoi connotati: facendoli sentire costantemente inadeguati.

CAREZZE E K DI BAD VIBES è un grido liberatorio dopo un lungo tempo in cui la rabbia è stata repressa, scritto in un momento in cui Moci ha compreso che l’unico modo per sopportare questo dolore è trasformarlo in un urlo collettivo. In questa fase catartica  la musica ha cambiato funzione nella vita di Marco ed è diventata sempre più profondamente (e senza alcuna retorica) l’espressione di se stessi, smettendo di nascondere le proprie paure.

“Ho provato a riversare tutta questa rabbia e questo dolore in musica: due strofe in cui elenco tutto ciò che mi fa soffrire della mia generazione ed un ritornello liberatorio, distorto e grunge in cui schiaffo in faccia a chi mi ascolta il conto di questi ultimi due anni. Il finale è la chiave di tutto, il mio personale inno generazionale: “avere paura fa schifo e non sei più uomo se stai zitto”.”

Il brano è prodotto e suonato  da Moci ed Alessio Leo, ad esclusione della batteria suonata da Enrico Strina.

La produzione si è svolta a distanza, in videochiamata, tra lo Sbaglio Studio e camera di Alessio, cambiando più volte forma, passando da mood a mood fino ad arrivare ad un connubio tra bedroom pop/chill ed un alternative/grunge moderno, merito anche delle batterie in stile Taylor Hawkins sul finale.

L’obiettivo principale in questa nuova scrittura e produzione è quello di riportare l’impatto e lo sfogo di un potente concerto post punk in un formato bedroom pop, come far entrare un’intera band nella cameretta di un giovane producer in quarantena ma senza ricorrere ad un’ imitazione. 

Lo scopo preposto non viene più raggiunto “imitando” i suoni veri ma campionandoli, maneggiandoli e spesso distruggendoli, il bedroom pop diventa quindi una sorta di “bedroom rock”.

Alle storiche influenze di Mac De Marco, dei Beatles e del grande cantautorato italiano si aggiungono invece quelle della scuola emo americana, delle post-punk allucinato di King Krule e dell’R&B senza regole di Tyler, The Creator e Yves Tumor.

MOCI

MOCI è il nome d’arte di Marco Colagrande, un cantautore romano classe ’97 che prova a superare il trauma dell’inizio post-adolescenza nel migliore dei modi possibili: non uscendone mai e scrivendo canzoni. Nel 2019 pubblica un paio di pezzi e inizia a suonare nei locali cult della capitale, interessando da subito addetti ai lavori e pubblico. Nel 2020 punta a conquistare il pubblico anche oltre i confini capitolini. A marzo di quell’anno, in pieno lock down, pubblica Pensieri Bellissimi, primo singolo estratto dall’album, seguito poi da Primo Piano e Telegiornale. 

Il 27 ottobre 2020 esce MORBIDO, suo disco d’esordio; una sorta di diario personale di tutto quello accaduto tra la primavera del 2017 e l’inizio del 2019. Ogni pezzo è un capitolo della serie di sfortunati o più fortunati eventi di un morbido ventenne di Roma Nord, tra delusioni, lavori sbagliati, misantropia e protezione. È un album che parla di quanto sia complesso crescere, staccarsi da quel senso di spensieratezza adolescenziale per andare incontro alle aspettative disilluse dell’età adulta, il tutto con una scrittura e una produzione sempre molto personale, che non necessità di strizzare l’occhio alle tendenze, per farsi ascoltare. 

Moci esorcizza i sentimenti più angoscianti e cupi della vita, come la morte, la paura, il dolore, la depressione e l’autolesionismo attraverso osservazioni profonde e mai banali, ribaltando atmosfere, situazioni e idee; mescolando un raffinato gusto per la melodia con una scrittura che è contemporaneamente concreta e astratta. 

 

A maggio 2022 esce Mi faccio paura, dopo quasi due anni di stop. La nuova produzione è più cruda, sia sul piano narrativo che musicale. Salute mentale, inadeguatezza, senso di smarrimento e crisi generazionale sono al centro della nuova scrittura di Moci. Il 17 giugno 2022 è atteso CAREZZE E K DI BAD VIBES.

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