EX ILVA. LEGAMBIENTE: COMPATIBILITÀ AMBIENTALE E SANITARIA SPETTA AD AZIENDA.

L’ASSOCIAZIONE: “CITTADINI HANNO AVUTO TROPPA PAZIENZA” (DIRE) Bari, 16 mag. – “Più passa il tempo più si rafforza la certezza che le scelte concrete relative al futuro dello stabilimento ex Ilva di Taranto verranno consegnate al prossimo governo lasciando in piedi e sulle spalle dei cittadini, i problemi drammatici connessi a una produzione di acciaio affidata agli attuali impianti, connotati da elevate emissioni inquinanti e massicce immissioni di CO2 in atmosfera”. È quanto si legge in una nota di Legambiente Taranto in cui si evidenzia che considera “provocatoria, nei confronti di una città martoriata, la decisione del governo di togliere 150 milioni di euro dai fondi destinati alle bonifiche delle aree ex Ilva”. Per l’associazione ambientalista “l’onere della prova della compatibilità ambientale e sanitaria spetta all’azienda, non ai cittadini” e “senza fornire questa prova, promettere, in un futuro indefinito nel tempo, la decarbonizzazione dello stabilimento siderurgico appare l’ennesima promessa che chissà quando e se verrà mantenuta”. Per questo, “la richiesta di dissequestro degli impianti avanzata dai commissari di Ilva in amministrazione straordinaria appare da un lato un mero atto dovuto, dall’altro una provocazione che ci auguriamo venga respinta al mittente”. Legambiente ricorda che “il piano ambientale previsto dall’Aia non risulta ancora completamente attuato e che gli interventi ancora da effettuare non sono irrilevanti”. Inoltre, “è in corso un procedimento di riesame dell’Aia che, a nostro avviso, dovrebbe essere concluso al più presto”. “Gli anni passano, inesorabilmente, ma i problemi restano ed ai cittadini di Taranto si continua solo a chiedere di avere fede e pazienza. Parole che risultano del tutto vuote e prive di significato ad ormai quasi 10 anni dal sequestro degli impianti del siderurgico”, conclude l’associazione.

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