Biodigestore di Anagni, nuove forme di dissenso.

Legambiente continua con le azioni di contrasto al Biodigestore di Anagni in tutte le sedi opportune e lancia ad Anagni l’iniziativa “Una pezza contro la monnezza”.

Legambiente contrasta il Biodigestore di Anagni fin dal 2017, con la partecipazione alla conferenza di servizi presso la Regione Lazio.

Questo impianto è sovradimensionato sia per il fabbisogno di Anagni, che produce ogni anno poco più di 2000 tonnellate di frazione organica della raccolta differenziata, che dell’intera provincia, che ne produce poco più di 36000.

La costruzione di questo Biodigestore, con il conseguente arrivo ad Anagni di almeno 84000 tonnellate all’anno di rifiuto umido, è un’operazione industriale, mirata esclusivamente al conseguimento di un profitto economico.

Consentirne l’installazione è una scelta che avrà un impatto decisivo sulla città, sulla sua immagine (da Città dei Papi a Città della Monezza…), sulla viabilità (è previsto un notevole incremento di traffico pesante), sulla sicurezza del territorio (il biodigestore sarà costruito in prossimità di 3 industrie a rischio di incidente rilevante).

Mentre continuano le attività di natura tecnico/legale ritenute più opportune, di concerto con i diversi livelli associativi, il Circolo Legambiente Anagni fa appello alle donne di Anagni e della Valle del Sacco invitandole a fare qualcosa per rimediare, per “mettere una pezza”, alla scellerata decisione che condizionerà il futuro dei loro figli e nipoti.

Analogamente a quanto fatto al presidio contro gli inceneritori di Colleferro, chiediamo la collaborazione delle donne per preparare delle “pezze”, ossia dei quadrati di stoffa o di maglia, lavorati con qualsiasi tecnica o riciclati da vecchi indumenti. L’importante è che siano di colore verde e di dimensione definita (21x21cm, come il lato corto di un foglio A4). Chi vorrà, potrà aggiungere un’etichetta con nome e provenienza.

Tutte le “pezze” ricevute saranno unite insieme per fare un tappeto verde che colorerà la città, in una dimostrazione fisica di dissenso.

Abbiamo scelto il verde, colore della speranza, perché non si perda la speranza in un futuro migliore per la Valle del Sacco.

Le “pezze a colori” della Valle del Sacco hanno caratterizzato la vittoriosa lotta dei cittadini di Colleferro contro il revamping degli inceneritori e sono arrivate anche molto lontano per supportare le rivendicazioni del “popolo inquinato” di tutta Italia (solo per esempio: all’Osservatorio alta Val d’Agri, a Roccasecca contro il V bacino della discarica, nel Veneto alle Mamme no PFAS).

La “pezza contro la monnezza” di Anagni diventi il segno riconoscibile della resistenza delle cittadine e dei cittadini per il futuro di Anagni e della Valle del Sacco.

Nei prossimi giorni seguiranno informazioni sui punti di raccolta delle pezze.

Chi fosse interessato ad organizzare un gruppo di lavoro, ci può contattare tramite mail legambiente.anagni@gmail.com o messaggio whatsapp al n. 366 4533968.

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