EX ILVA. D’AMONE (USB): NESSUNA RASSICURAZIONE DA AZIENDA.

INCONTRO CON I VERTICI SOCIETARI SULLA CIGO (DIRE) Bari, 23 giu. – “Nessuno spiraglio. Il confronto di oggi era mirato a ottenere rassicurazioni dopo la richiesta dell’azienda di nuova cassa integrazione per altre 4000 unità, ma nulla”. Lo dichiara Alessandro D’Amone, esecutivo di fabbrica Usb Taranto dopo l’incontro con i vertici del siderurgico. “L’azienda – riferisce – ha da un lato dichiarato di non voler utilizzare risorse economiche per i lavoratori prima dell’effettivo ingresso dell’altro socio, dall’altro ha sostenuto, sulla base del ridotto mercato dell’acciaio e della richiesta di stop della marcia di Batteria 12, l’intenzione di non far ripartire Afo 4 e Acciaieria 1 e di tutte le manutenzioni centrali. Si prospetta un lungo periodo di fermo degli impianti e quindi costante ricorso alla cassa integrazione”. Per il sindacalista “la nuova Cigo non è altro che la prova degli esuberi strutturali che peraltro rispecchiano il primo piano industriale presentato da Arcelor Mittal, che prevedeva un massimo di 5.000 dipendenti a fronte di 6 milioni di tonnellate di acciaio all’anno”. “È urgente un intervento da parte del Governo e una netta presa di posizione – conclude – in caso contrario l’Usb non esiterà a mettere in campo azioni di lotta sindacale efficaci”.

Agenzia DiRE  www.dire.it

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