“I valori che la Costituzione è riuscita a portare nelle nostre vite erano per lui ideali ai quali dedicare ogni impegno ed energia”.

di Vittorio Di Mambro Rossetti

“La Repubblica ricorda Giacomo Matteotti, martire della democrazia, nell’anniversario del rapimento e dell’assassinio ad opera di sicari fascisti dopo che, nell’Aula di Montecitorio, denunciò con coraggio le violenze squadriste e i brogli nelle elezioni del 1924. L’ultimo discorso di Matteotti segnò il drammatico epilogo della vita parlamentare, ben presto definitivamente soppressa dal regime”. Lo dice il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel 97° anniversario dell’uccisione di Giacomo Matteotti.

“Matteotti era un socialista che non si rassegnava alle fratture ideologiche aperte nel proprio campo- aggiunge-. Il suo impegno per i diritti del lavoro e per l’emancipazione del mondo contadino lo spinse, nel Polesine sua terra natale, a una battaglia a viso aperto con il fascismo sin dalle origini. Quando venne ucciso, era pronto anche a rendere pubbliche denunce sulla corruzione di uomini molto vicini a Mussolini. Ma la spietata azione squadrista non gli diede scampo”.

“La Resistenza e la Liberazione- dice ancora il Capo dello Stato-, che hanno conquistato libertà e democrazia al Paese, affondano le proprie radici proprio nella testimonianza di personalità come Giacomo Matteotti. I valori che la Costituzione è riuscita a portare nelle nostre vite erano per lui ideali ai quali dedicare ogni impegno ed energia. Questo rende Matteotti un esempio che ancora parla ai giovani, e sprona tutti i cittadini ad avere cura della nostra Repubblica”.

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