LA RIVISTA dal MARE alla MONTAGNA, UNO SPRONE PER IL BINOMIO ISTITUZIONALE MARE/MONTI.

ACCADEMIA DEI PARMENIDEI
UFFICIO STAMPA
La rivista può essere visionata online sul sito facebook dal Mare alla Montagna della Ciclistica Forte dei Marmi. Grazie. Giuseppe Vezzoni.

Versilia_ Da otto anni la rivista annuale “dal Mare alla Montagna” della Ciclistica di Forte dei Marmi fa da stimolo allo storico binomio Mare/Monti con cui, a livello istituzionale, si vorrebbe coniugare l’unificazione delle eccellenze naturalistiche, architettoniche, turistiche e culturali della Versilia senza invece costringerle in compartimenti stagni che ne limitano le potenzialità. I tesori di questa terra fortunata devono perdere la territorialità che a volte, quando non divide, è certamente di ostacolo al percepirle un unicum bene comune tutto versiliese qual sono il mare e le montagne. Spesso la miope concezione di supremazia porta a gestire le singole peculiarità in maniera disgiunta da quella visione d’insieme che la natura ha invece creato e che gli uomini parcellizzano per governare spesso l’interesse limitato e strettamente comunale. Una scelta che però va a scapito di quella proiezione illuminata che dovrebbe progettare un domani di tutela e preservazione e non amministrare l’ impoverimento a cui si va inevitabilmente incontro quando si privilegia il consumo, seppur con prescrizioni più o meno osservate. L’indirizzo finalizzato al recupero e al risparmio di beni non rinnovabili non determina la ricaduta del consenso che si ottiene invece con il concedere ma è vissuto come una politica limitativa del cosiddetto “sviluppo”, che con la globalizzazione ha avvantaggiato sempre di più chi già aveva molto e ha svantaggiato la vita del territorio, che si sente assediata dai grandi interessi di parte e incompresa per le contenute aspettative che non vengono soddisfatte. Pare impossibile passare dalla politica del carpire a quella del conservare. Un’ opzione, quest’ultima, che all’inizio non può dare la risposta economica, peraltro oltremodo facile, che consente in maniera immediata quella togliere. Non siamo preparati a saper attendere i risultati con gli interessi che alla fine darebbe la scelta del recuperare e del tutelare. Un tutto subito che sta impoverendo e rende problematici anche i coraggiosi slanci, che per fortuna ci sono, proiettati verso un orizzonte di sviluppo diverso e che nel ritorno alla montagna e all’entroterra contadino versiliese vedono questa possibilità di vita. Un’inversione di tendenza che andrebbe sostenuta e non continuamente delusa con scelte che rendono utopica e non concreta questa propensione a rigenerare gli spazi abbandonati. Essa alleggerisce il concentramento urbano su piccole fasce di territorio oltremodo antropizzato e in prospettiva inizierebbe a risolvere le tantissime situazioni di ammmaloramento a cui non si è riusciti a porre delle misure di contenimento e che oggi sono diventate la spada di Damocle che pende sulla Versilia: dissesto per la mancata manutenzione territoriale e inquinamento per le concentrazioni abitative nella piana.

La rivista dal Mare alla Montagna edizione 2021, presentata sabato pomeriggio nel cavedio del Palazzo Mediceo, stimola questa riflessione e pone all’attenzione del lettore quanto siano importanti quei luoghi poco conosciuti, veri scrigni del tempo in cui poter liberare le emozioni. Conoscere quei laddove in cui è possibile ritrovare il respiro dell’anima e sottrarci dal fiato sul collo di un vivere omologato e asservito alla fretta è sicuramente il fine che si prefigge di conseguire la rivista. Le pagine e le immagini svelano riposti poco conosciuti di vita territoriale, testimonianze di fede e di lavoro che stimolano la volontà per andarle a conoscere e per scoprirne l’ impatto che produrranno in coloro che indirizzeranno i passi su questi sentieri che emozionano di passato, che danno un momento di serenità al presente e una prospettiva di sostenibilità futura. L’edizione 2021 dal Mare alla Montagna si conferma ancora come la provvidenziale “navetta” estiva finalizzata alla conoscenza di quegli angoli della Versilia più vera, seppur finora rimasti marginali se non nascosti. Il futuro della Versilia si gioca sul recupero di questi spazi, alcuni diventati veramente di nessuno, che devono ritornare a essere bene comune della Versilia. Si abbattono le recinzioni geografiche comunali e si liberino delle risorse per una vera sinergia versiliese Mare/Monti rivolta al recupero e alla valorizzazione del territorio e a ridurre la divaricazione della forbice di opportunità che esiste tra aree avvantaggiate e quelle svantaggiate.

Giuseppe Vezzoni

blogger di Libera Cronaca, addì 30.5.2021

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