AGRICOLTURA. LTRA PASQUA ROSSA FORSE SALVA AGNELLI, MENO CHI ALLEVA.

NEL 2020 CROLLO PREZZI PER STOP RISTORANTI; ISMEA: ORA RISALGONO (DIRE) Bologna, 3 apr. Un po’ come quando ha offuscato il “periodo d’oro” per i commercianti delle vendite di Natale, il Covid puo’ mettere alle corde a Pasqua il settore delle carni ovicaprine. Un fenomeno che Claudio Bovo, direttore dell’Araer, l’associazione degli allevatori dell’Emilia-Romagna, ha evidenziato qualche giorno facendo riferimento a quanto visto nel 2020. In occasione delle festivita’ pasquali, infatti, di solito e’ attesa una ‘scossa’ positiva con il consumo di carne d’agnello nei ristoranti. E dunque si potrebbe assistere ad una risalita dei prezzi. Di mezzo, pero’, ci si mette di nuovo il Covid con le sue zone rosse. E il confronto con l’esperienza passata non e’ ‘felicissimo’. Gia’ l’anno scorso, infatti, il lockdown da pandemia ha coinciso con le festivita’ pasquali e ha impattato fortemente su quello che, appunto, per il comparto, e’ notoriamente uno dei due picchi stagionali del mercato. Secondo i dati di Araer infatti, con la chiusura dei ristoranti e il conseguente annullamento della domanda, a marzo e aprile 2020 le macellazioni sono calate del 24%, generando un surplus di prodotto e un tracollo dei listini degli agnelli: meno 16% rispetto al periodo pasquale 2019. Si vedra’ se il fenomeno fara’ il bis. Intanto, di recente, si sono moltiplicati in regione, nel bolognese in particolare, gli avvistamenti di camion diretti al sud carichi di agnelli trasportanti in condizioni irregolari (stretti e senz’acqua), in un caso uno dei Tir arrivava dalla Romania (come dire, dai concorrenti degli allevamenti locali).

Il comparto, pur non essendo tra i principali in regione, contava un anno fa 1.608 allevamenti (-1,65% sul 2019) per un totale di 62.822 capi (-2,79% sul 2019). A fronte di una produzione di carne aumentata del 2,59% sul 2019, i prezzi rispetto all’anno precedente sono invece calati del 6,57%. Una tendenza del resto comune a tutti gli altri settori della carne (bovina e suina) ad eccezione di pollame, conigli e uova. Per agnelli e pecore la produzione lorda vendibile stimata nel 2020 e’ stata di 5,21 milioni, con un decremento del 9,77% sul 2019. L’Ismea, (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare) fornisce pero’ uno scenario piu’ confortante per questa Pasqua. Nella settimana dal 15 al 21 marzo, i prezzi rilevati dall’ente indicano per gli agnelli 3,93 euro al chilo (in aumento del 18,4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno), 3.06 euro al chilo per gli agnelloni (-0,4%) e 0,91 euro al chilo per le pecore (pari a -10,2%).

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