Covid, 13.908 nuovi contagi e 316 morti. Tasso di positività a 4,55%.

I dati relativi alla pandemia sono per lo più stabili, ma il direttore della prevenzione del ministero della Salute, Giovanni Rezza, avverte: “La trasmissione del virus non si riduce, le varianti preoccupano”

ROMA – Nelle ultime ventiquattro ore in Italia ci sono stati 13.908 nuovi casi di coronavirus a fronte di 305.619 tamponi effettuati: il tasso di positività è dunque del 4,55%. Ieri c’erano stati 15.146 nuovi casi su 292.533 tamponi, per un tasso di positività del 5,17%. I decessi per coronavirus sono stati 316, ieri 391. Le terapie intensive per coronavirus sono calate di 31 unità da ieri. Ora in tutto sono occupati 2.095 posti. Ieri c’era stato un calo complessivo di due posti nelle terapie intensive. È quanto riporta il quotidiano bollettino sul coronavirus emesso da Protezione Civile e ministero della Salute.

REZZA: DATI STABILI MA SEGNALE NON POSITIVO E’ MANCANZA CALO CONTAGI

“I dati per lo più stabili di questi ultimi sette giorni non sono una considerazione positiva perché nella transizione della fase epidemiologica indica che la mitigazione non sta continuando il suo effetto: la trasmissione del virus non si riduce”. Così Giovanni Rezza, direttore della prevenzione del ministero della Salute, nel presentare i nuovi dati della cabina di regia sul monitoraggio dell’epidemia da Covid-19 in Italia.

“Ciò che ci preoccupa sono anche le varianti virali, tre per lo più e adesso anche una quarta, recentemente identificata – prosegue Rezza. Le due varianti brasiliana e sudafricana sembrano avere anche altre mutazioni rispetto a quella inglese, che deformano in qualche modo la conformazione della proteina ‘spike’ cioè il punto in cui si attacca al recettore. Questo comporta anche una minore efficacia dei vaccini e per la situazione specifica significa considerare una maggiore rapidità nel condurre le vaccinazioni e una minore circolazione di persone per ridurre la trasmissione. A tal proposito – spiega Rezza – la Fondazione Bruno Kessler e l’Istituto superiore di sanità hanno condotto una ‘flash survey’, guidata dalla dottoressa Stefanelli dell’Iss, per valutare la diffusione della variante inglese nel territorio nazionale su poco meno di 4000 casi. Si è quindi arrivati a sequenziare circa 850 campioni, evidenziando una prevalenza della variante inglese del 17,8%, con un range di prevalenza regionale in alcuni territori molto alto: in alcune aree si arriva infatti al 50-55% di presenza della variante tra i casi riscontrati positivi”.

“La variante inglese corre più di quella attualmente in circolazione in Italia e questo fa sì che si sostituisca velocemente a quelle correnti: la differenza tra Regioni della prevalenza della variante inglese, con differenziali anche del 30%, ci indica peraltro che la diffusione della variante inglese è solo all’inizio- prosegue Rezza-. A questo punto bisogna quindi considerare anche le altre varianti: la brasiliana circoscritta in un’area dell’Umbria e della Toscana, mentre quella sudafricana nella zona del Tirolo e in Austria, così come in Francia, che sta facendo di tutto per contenerne la diffusione”.

Rispetto alla modalità di individuazione delle varianti, spiega Rezza che “dai dati presentati dai colleghi inglesi, la variante ‘Uk’ non perde di efficacia con i vaccini ma si trasmette più velocemente rispetto al virus che abbiamo conosciuto fino ad oggi. Tanto che vediamo in alcune Regioni con una situazione di stabilità della trasmissione e non di rischio elevato, che si generano dei focolai con una estrema rapidità, poiché lì è presente sicuramente la variante inglese. In questo senso possiamo e dobbiamo fare le zone rosse a livello sub-regionali se serve, così come dobbiamo mantenere delle misure di contenimento e mitigazione su tutto il territorio”.

Sulla possibilità di estendere il vaccino AstraZeneca anche a coloro che hanno oltre 55 anni, Rezza annuncia infine che “è prevista a giorni una riunione del gruppo congiunto tra Iss, Regioni, Aifa e Agenas per individuare una soluzione sul vaccino AstraZeneca anche alle persone over 55”.

Agenzia DiR www.dire.it

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