CHIESA. ROMA, DOMENICA AL MUSEO EBRAICO XXXII GIORNATA PER IL DIALOGO.

(DIRE) Roma, 13 gen. – Si terra’ per la prima volta in casa ebraica il tradizionale appuntamento romano promosso in occasione della Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei. La XXXII edizione, in programma domenica 17 gennaio, avra’ luogo infatti presso il Museo Ebraico di Roma, dopo essere stata ospitata sino ad oggi dalla Pontificia Universita’ Lateranense. Alle ore 19 si ritroveranno nella struttura di via Catalana – situata all’interno del Tempio Maggiore – il rabbino capo della comunita’ ebraica di Roma, Riccardo Di Segni, e il cardinale Jose’ Tolentino de Mendonca, poeta, teologo, archivista e bibliotecario di Santa Romana Chiesa; dopo il saluto e l’introduzione del cardinale vicario Angelo De Donatis, i due dialogheranno sul libro del Qohelet delle cinque Meghillot. Nel rispetto della normativa vigente, l’appuntamento non prevede la presenza di pubblico, ma sara’ trasmesso in diretta televisiva su Telepace (canali 73 e 214 in hd; 515 di Sky) e in streaming sulla pagina Facebook della diocesi di Roma.

“È un fatto significativo che questa Giornata di incontro avvenga nel cuore della comunita’ ebraica romana- sottolinea monsignor Marco Gnavi, incaricato dell’Ufficio diocesano per l’ecumenismo, il dialogo interreligioso e i nuovi culti- e’ un segno di accoglienza di cui siamo grati, che si inserisce nella storia di questi anni. Il tema del Qohelet sfida la nostra coscienza in questo tempo di pandemia, di fronte alle domande piu’ profonde sulla fragilita’ dell’esistenza”. Come ricorda monsignor Ambrogio Spreafico, presidente della Commissione episcopale Ecumenismo e dialogo della Cei, “e’ significativo che nell’anno liturgico ebraico questo libro venga letto durante la festa di Sukkot, vale a dire la festa delle capanne: richiamo della fragilita’ e della precarieta’ dell’esistenza, certo alleviata dalla presenza della Torah, che da’ gioia a chi la accoglie e la pratica. Cosi’ noi, esseri umani, nella precarieta’ e nella sofferenza condivise in questo tempo abbiamo perseverato nella ricerca di Dio per riscoprire il senso della vita e la protezione nella fragilita’, come fece il Qohelet”. “Questo momento di riflessione- conclude monsignor Gnavi – sostiene quindi la testimonianza di ebrei e cristiani, alle prese oggi con un cambiamento d’epoca radicale, accompagnato da domande radicali, alle quali- senza eluderne la drammaticita’ – si intende cercare risposte assieme”.

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