Open Arms, l’udienza slitta al 20 marzo. Salvini: “Sono assolutamente felice”.

di Alfonso Raimo

Nel processo in corso a Palermo Salvini è accusato di sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio per aver negato da ministro dell’Interno l’approdo a Lampedusa alla nave Open Arms.

A processo non vanno i trafficanti ma colui che allora difese le vite, la sicurezza e i confini del paese. Ma io sono tranquillo e anzi orgoglioso di quello che ho fatto. Sono assolutamente felice di quello che ho fatto e di quello che quando gli italiani torneranno a votare tornero’ a fare”. Cosi’ Matteo Salvini a Palermo, a margine dell’udienza sul processo Open Arms.

L’udienza slitta dal 6 febbraio al 20 marzo.

La gestione dell’episodio “di immigrazione irregolare” che vede coinvolta Open Arms “costituiva attuazione della linea di Governo condivisa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dai Ministri competenti, secondo quanto concordato nel “Contratto per il governo del cambiamento” sottoscritto dalle forze di maggioranza dell’epoca. Tale linea prevede il raggiungimento di un accordo di redistribuzione dei migranti tra gli Stati membri dell’Unione europea come fase prodromica al successivo sbarco”. E’ uno dei punti della difesa del leader della Lega Matteo Salvini, in cui Salvini e’ accusato di sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio per aver negato da ministro dell’Interno l’approdo a Lampedusa alla nave Open Arms.

“Open Arms” ha agito “di sua iniziativa, al di fuori delle regole sul soccorso in mare, nel tentativo di far entrare in Italia migranti irregolari. Per tale ragione, sin da subito l’Italia ha vietato l’ingresso nelle proprie acque territoriali. Non spettava all’Italia indicare un “porto sicuro” (POS) ai migranti che erano saliti a bordo della nave Open Arms dopo essere stati recuperati in acque libiche e maltesi da una nave battente bandiera spagnola”, sostiene la difesa di Salvini. L’Italia infatti “non era né Stato di primo contatto né Stato coordinatore, non avendo mai assunto il coordinamento delle operazioni di soccorso”. In ogni caso il governo non si è sottratto “dal fornire sempre assistenza ai migranti. I minori giunti in prossimità delle acque italiane sono stati fatti sbarcare”.

Una parte della difesa si e’ focalizzata sul Comandante della Nave Open Arms che “ha sempre avuto numerose alternative. Ad esempio, il 1 agosto, dopo il primo trasbordo, era a meno di tre giorni di navigazione dalla Spagna. Perché non si è diretto lì sin da subito e ha insistito per voler sbarcare in Italia? All’epoca dei fatti – poi- il comandante Marco Reig Creus era già indagato per violenza privata e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Due dei migranti che erano a bordo sono attualmente in carcere”.

Agenzia DiRE  www.dire.it

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