SALUTE. SCUOLA, ZAMPA: DIDATTICA MIGLIORA CONDIZIONI BAMBINI…

AUMENTA QUALITÀ VITA DI CHI È IN SVANTAGGIO E DÀ BENEFICI A COMUNITÀ” (DIRE) Roma, 11 nov. – “Investire sulla didattica dei bambini e ragazzi ospedalizzati, o che non possono recarsi a scuola, concorre ad aiutarli terapeuticamente. È un modo per contribuire alla loro guarigione o migliorare la loro condizione”. Lo afferma Sandra Zampa, sottosegretaria di Stato alla Salute, presentando i risultati del report finale ‘Crescere senza distanza’, un progetto mirato al contrasto della poverta’ educativa nel settore dell’apprendimento a distanza, che parte dall’esperienza di bambine e bambini ospedalizzati a causa di gravi malattie, per arrivare alla realizzazione di un protocollo collaudato in scuole di diverso ordine e grado nel Nord, nel Centro e nel Sud del nostro Paese, da mettere a disposizione di tutti nell’ottica di una riflessione sulla didattica a distanza in questo periodo di emergenza sanitaria. “È incoraggiante- prosegue la sottosegretaria- che un contributo arrivi da chi e’ piu’ in difficolta’ e maggiormente penalizzato dal punta di vista della salute. Un contributo che migliora non solo il proprio stato, ma anche quello di chi si trova in una condizione migliore. Questa e’ la prova che quando si migliora la vita di chi e’ in svantaggio si producono benefici per tutta la comunita’. Sappiamo bene che la scuola in ospedale e’ molto importante, perche’ restituisce una dimensione di normalita’ che aiuta ad affrontare meglio la malattia. La scuola- conclude Zampa- offre alle studentesse e agli studenti, costretti a lunghi ricoveri ospedalieri, un obiettivo e una motivazione, la forza e la fiducia che riusciranno a superare questo momento di difficolta’, che oggi purtroppo si somma all’emergenza da Coronavirus”. Il progetto ‘Crescere senza distanza’ e’ stato promosso dal ministero della Salute, il ministero dell’Istruzione e l’associazione ‘Con i Bambini’ e realizzato dalla ‘Fondazione Zancan’. In particolare, agli insegnanti della scuola in ospedale, ai genitori e ai sanitari dei ragazzi che li curano, agli stessi bambini e ragazzi e’ stato chiesto cosa insegnano le esperienze dei giovani con patologie croniche sull’apprendimento a distanza. Gli intervistati hanno dato indicazioni preziose su come gestire l’apprendimento durante il distanziamento e su come gestire la classe. I loro contributi sono stati utilizzati per costruire raccomandazioni a disposizione del mondo della scuola, delle famiglie e di quanti operano nei progetti di lotta alla poverta’ educativa. Per quanto riguarda la scuola in ospedale, i ragazzi e le ragazze intervistati hanno dichiarato che “l’insegnamento personalizzato e’ piu’ proficuo sul piano dell’apprendimento, perche’ favorisce l’attenzione e il confronto con l’insegnante”. Questo approccio, secondo i promotori del progetto, “e’ ritenuto fondamentale per sostenere gli studenti in un momento di difficolta’ come quello della malattia, aiuta ad avere un obiettivo, a non lasciarsi andare. Incoraggia sul piano psicologico e pratico”.

Agenzia DiRE  www.dire.it

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