USA. OGGI ‘ELECTION DAY’, MA IN 99 MILIONI HANNO GIÀ VOTATO.

PRESIDENTE E SFIDANTE BIDEN A CACCIA DI 270 ‘GRANDI ELETTORI’ (DIRE) Roma, 3 nov. – Oltre 99 milioni di persone hanno gia’ votato prima dell'”Election Day” di oggi: lo indicano dati ufficiali diffusi all’alba negli Stati Uniti. Duecentosettanta e’ il numero magico a cui i due candidati alla presidenza degli Stati Uniti, Donald Trump e Joe Biden, guarderanno da questa sera, dopo la chiusura dei seggi. Diventera’ il quarantaseiesimo presidente, infatti, chi eleggera’ almeno 270 grandi elettori sui 538 che formano il collegio elettorale e che formalmente scelgono l’inquilino della Casa Bianca. I grandi elettori sono messi in palio da tutti e 50 gli Stati e dal Distretto di Colombia in base alla loro popolazione. Chi dei due candidati prendera’ un voto in piu’ dell’altro in uno Stato, otterra’ tutti i delegati a disposizione. Le uniche eccezioni sono Maine e Nebraska, dove anche i singoli collegi assegnano un elettore al vincitore. Se il democratico Biden e’ quasi sicuro di ottenere piu’ voti su base nazionale rispetto al suo rivale – come fece anche Hillary Clinton quattro anni fa, prendendo tre milioni in piu’ di Trump – il meccanismo del collegio elettorale rende la sfida di domani non scontata. Biden e’ complessivamente in vantaggio su Trump, come lo e’ in alcuni Stati chiave, ma nulla e’ ancora deciso. Il democratico ha solo piu’ strade per essere eletto. Gli basterebbe vincere tutti gli Stati conquistati anche da Clinton oltre a Michigan, Wisconsin e uno tra Ohio, North Carolina, Florida e Georgia. Altrimenti potrebbe raggiungere i 270 vincendo in Arizona e strappando un elettore in Nebraska. Se ottenesse il Texas, poi, la partita per Trump sarebbe quasi finita.

I primi risultati usciranno tra mezzanotte e l’una, ora italiana, mentre entro le quattro di domani mattina si dovrebbe avere un quadro piu’ chiaro. Le elezioni americane pero’ potrebbero non concludersi il 4 novembre. Oltre 93 milioni di persone hanno gia’ votato, perlopiu’ per posta, e il conteggio di queste schede e’ uno dei veri nodi di questa tornata. Stati come la Pennsylvania conteranno gli “absentee votes” per ultimi e accetteranno quelli che arriveranno fino a 12 giorni dopo il 3 novembre se le buste recheranno il timbro di almeno tre giorni prima le elezioni. Ancora domenica, durante un comizio, Trump ha alimentato il timore di contestazioni: “Credo che sia terribile che al tempo dei computer non possiamo conoscere i risultati delle elezioni la notte del voto”. Per i dati ufficiali di alcuni Stati potrebbero volerci giorni. Inoltre, a causa delle complicazioni del voto per posta non sono da escludere riconteggi e cause legali, come successe con la Florida nel 2000. In questo caso, se dovesse essere chiamata a esprimersi la Corte suprema, la maggioranza conservatrice (teoricamente favorevole a Trump) sarebbe di sei a tre, tenendo conto della neoeletta Amy Barrett. Oggi negli Stati Uniti non si votera’ pero’ solo per il presidente, ma anche per rinnovare un terzo dei senatori e tutta la Camera, oltre a un buon numero di governatori e rappresentanti locali.

Agenzia DiRE  www.dire.it

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