–FIERE. BRUZZONE (AEFI) : QUARTIERI IN GINOCCHIO, CHIUSURA SAREBBE DISASTRO.

DECISIONI TENGANO CONTO DELLE DIFFERENZE TRA LE REGIONI (DIRE) Bologna, 18 ott. – Mentre prosegue il confronto tra governo e regioni sulle nuove restrizioni per contenere il contagio, cresce l’allarme nelle fiere italiane, che hanno appena riaperto i padiglioni e ora temono di finire di nuovo in lockdown. “Le societa’ fieristiche hanno fatto ingenti investimenti per la sicurezza. Ovviamente ci rendiamo conto del momento delicato e siamo disponibili a dialogare sull’inasprimento dei protocolli di sito, che sono gia’ stati validati a livello nazionale e territoriale in tutta Italia”, assicura Antonio Bruzzone, direttore generale della Fiera di Bologna e vicepresidente dell’Aefi, l’assicurazione delle societa’ fieristiche italiane. “Siamo pronti a valutare ulteriori meccanismi per diminuire la possibilita’ di contagio all’interno delle fiere, che, tuttavia, nella scala Inail dei luoghi sicuri, sono in posizione molto alta. Non sono mai stati identificati come fonte di focolaio”, ricorda Bruzzone, parlando alla ‘Dire’. “In piu’, secondo noi, sarebbe importante che tutte le decisioni fossero di ambito regionale, perche’ ci sono differenze enormi sia di numero di contagi, sia di capacita’ di gestire alcuni picchi a seconda delle regioni”, evidenzia il manager. “Per non vanificare gli investimenti fatti in sicurezza, ma anche in comunicazione per fare ripartire il settore”, il sistema dei quartieri, dunque, chiede di poter continuare a lavorare. “Chiudere sarebbe un disastro per un comparto gia’ in ginocchio”, conclude.

Agenzia DiRE  www.dire.it

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