Consultazione pubblica inerente il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS).

CIRCOLO LEGAMBIENTE “Il CIGNO” DI FROSINONE APS
c/o Sagaem for life s.a.s., Via Marittima 38 – 03100 Frosinone
e-mail: ilcigno.legambiente@gmail.com – PEC: ilcigno.legambiente@pec.it

 

Gent.ma Dott.ssa Nohemy Graziani
Assessore alla Polizia Municipale e Pari Opportunità
COMUNE DI FROSINONE
ass.graziani@comune.frosinone.it
alfredo.leo@comune.frosinone.it
e, p.c., Agli Organi di Informazione locali
Frosinone, 12 ottobre 2020

Oggetto: Consultazione pubblica inerente il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS)
Gentile Assessore,
Aderendo all’invito dell’Amministrazione Comunale, il Circolo Legambiente di Frosinone, in quanto soggetto
portatore di interessi pubblici, con il presente documento formula le proprie proposte in merito alle linee
guida che dovrebbero caratterizzare il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) in corso di
redazione.
Preliminarmente, non possiamo non rimarcare l’enorme ritardo con cui Frosinone, rispetto ad altre città, si
avvia a dotarsi di uno strumento che ridisegna il modo in cui ci si sposta in città. Basta leggere i dati
disponibili – fra cui quelli del rapporto annuale Ecosistema Urbano di Legambiente – per rendersi conto
come, rispetto a parametri quali la ciclabilità, le pedonalizzazioni, l’uso del trasporto pubblico, a Frosinone
siamo all’anno zero. È particolarmente sconfortante, oltretutto, notare come l’assenza cronica di iniziative
strutturali dirette alla riduzione delle emissioni nel settore dei trasporti sia andata di pari passo con le
macroscopiche e gravi criticità rilevabili sul versante dell’inquinamento atmosferico, con il duplice risultato
per i frusinati di dover vivere in una città problematica sia sotto il profilo della vivibilità e godibilità che su
quello sanitario.
Lo affermiamo con franchezza: un siffatto ritardo non permette di adottare un approccio di cauta
gradualità per raggiungere gli obiettivi che il PUMS si prefigge; ciò anche in relazione all’esigenza ineludibile
per la città di fare la sua parte senza ulteriore indugio nel cammino di decarbonizzazione deciso dall’UE. A
nostro avviso, è dunque necessaria una terapia shock, specie nelle fasi iniziali, anche per dare un chiaro
messaggio alla popolazione, lasciando intendere che l’Amministrazione Comunale fa sul serio e che non ci
sono alternative ad un processo che dovrà configurarsi come una rivoluzione nel modo in cui ci si sposta in
città.
I punti nodali su cui secondo noi è necessaria l’adozione di azioni incisive e coraggiose sono i seguenti.

“In principio era il pedone”
Ben prima che di mezzi meccanici, siamo tutti dotati di gambe per muoverci. Camminare fa bene alla salute
fisica e mentale, allenta lo stress e previene una serie di condizioni morbose. Il cardine di una seria politica
di trasformazione ecosostenibile dei centri urbani non può quindi che essere una spinta decisa verso le
pedonalizzazioni. ZTL, in primo luogo (è urgente ripristinare ed estendere l’isola pedonale su via Aldo Modo
istituita un anno fa), ma non solo. È assurdo che ci siano ancora oggi strade prive di marciapiedi o nelle
quali i marciapiedi si restringono a meno di un metro o peggio si interrompono inspiegabilmente. Ci vuole
tolleranza zero nei confronti di chi parcheggia sui marciapiedi; inoltre, non è accettabile che chi cammina
sia costretto ad assurde gimcane intorno alle auto in sosta nei suoli antistanti i negozi. Sui principali assi
viari e sulle strade di maggior presenza commerciale sarà necessario allargare i marciapiedi esistenti, se del
caso a scapito della sosta dei veicoli, anche al fine di garantire il mantenimento delle distanze interpersonali
consigliate dalle autorità sanitarie. C’è, in definitiva, tutta una serie di misure a costo contenuto se non
nullo che possono e debbono essere realizzate tempestivamente per garantire le minime condizioni di
agibilità pedonale, ancora oggi seriamente compromesse a Frosinone.
Su due ruote è meglio
La crescita impetuosa nell’uso di biciclette e monopattini a cui abbiamo assistito a partire dall’inizio delle
restrizioni imposte dal coronavirus va sostenuta e incoraggiata con tutti gli strumenti di cui
l’amministrazione dispone. La diffusione di mezzi su due ruote con alimentazione elettrica, spinta dai
recenti incentivi statali, può e deve rappresentare un’opportunità straordinaria anche per città di medie
dimensioni non interamente pianeggianti come Frosinone, per liberare le strade dallo smog,
dall’onnipresente frastuono e dalla congestione automobilistica, e restituire una vera libertà di movimento
ai cittadini. Perché ciò accada è però indispensabile garantire adeguate condizioni di sicurezza ai ciclisti:
appoggiamo dunque convintamente la proposta avanzata da FIAB Frosinone di una ‘slow city’ con limite di
velocità a 30 km/h in tutto il centro urbano, da cui peraltro potrà derivare una consistente riduzione
complessiva dell’incidentalità stradale. Condividiamo, inoltre, la proposta della stessa FIAB per una
Bicipolitana in città, sull’esempio di realtà di successo come Pesaro. Peraltro, la compiuta realizzazione di
una tale infrastruttura, leggera e a basso costo, dovrebbe essere anticipata dalla creazione di corsie per la
micromobilità, in primis nelle strade a maggior percorrenza come l’asse via Aldo Moro-via Marittima-via
Don Minzoni, vietando laddove necessario la sosta su uno dei lati della carreggiata.
L’ultimo miglio è differente!
Sappiamo che almeno la metà degli spostamenti in auto all’interno della città è dovuto ai residenti nei paesi
limitrofi che si recano a Frosinone per lavoro o a scuola. A tutti costoro si prospetta un’opportunità nuova
che riduca i tempi di percorrenza specialmente nelle ore di punta: sono sufficienti a tal fine un parcheggio
di scambio posto all’ingresso della città e una bici o un monopattino pieghevoli da riporre nel bagagliaio
e/o, ancora, delle navette che effettuino il trasbordo dei passeggeri nel centro urbano. Questa nuova
intermodalità nel trasporto dovrebbe essere incoraggiata e sostenuta dal Comune, che dovrà però
contestualmente dissuadere coloro che si ostinano a voler raggiungere in ogni momento ogni destinazione
con l’auto privata. A questo fine, dovrà necessariamente essere ridotta l’offerta di parcheggi e posti auto
nel cuore della città: del resto è ben noto che i parcheggi sono attrattori di traffico, e proprio per questo

una delle scelte chiave per accrescere la qualità urbana in tutte le città che si sono confrontate con il
problema della sostenibilità ambientale è stata proprio quella di espellere progressivamente le auto dai
centri cittadini e deasfaltare laddove possibile le aree adibite a parcheggio per trasformarle in nuovi spazi
verdi. Un’eccezione a tale norma generale è costituita dal Parcheggio Multipiano di viale Mazzini, struttura
posta in una zona nevralgica fra la parte alta e quella bassa della città, di cui abbiamo già pubblicamente
denunciato le condizioni di pericolosità e degrado nonché lo scandalo rappresentato dal suo mancato
utilizzo.
Largo all’elettromobilità (possibilmente condivisa)
La Ciociaria, come peraltro tutto il centro-sud, è in pesante ritardo in termini di penetrazione di veicoli
elettrici. La realizzazione di una rete capillare di colonnine di ricarica è ovviamente una precondizione
perché si recuperi il terreno perduto. Sarebbe inoltre opportuno realizzare, con il coinvolgimento di società
attive nel campo delle energie rinnovabili, uno o più parcheggi dedicati alle auto elettriche alimentati da
pensiline fotovoltaiche, così da rendere la ricarica delle auto ad emissioni zero from well to wheels. È altresì
auspicabile esentare i veicoli elettrici dal pagamento della sosta sulle strisce blu. Infine, occorrerà favorire
l’ingresso nel territorio di società di car sharing dotate di un parco di auto elettriche, anche per dare un
segnale alla cittadinanza che il futuro della mobilità è fatto, oltre che di mezzi leggeri, maneggevoli e non
inquinanti, di un crescente numero di persone che sceglieranno la condivisione come alternativa all’auto di
proprietà.
Più prossimità, meno inquinamento
Solo a chi non ha occhi per vedere deve essere sfuggito che l’era dei mega centri commerciali sta volgendo
rapidamente al termine. L’idea di spostarsi con l’auto privata per raggiungere gli ipermercati posti
nell’estrema periferia contrasta con gli obiettivi di mobilità sostenibile e accresce la crisi già drammatica dei
negozi di quartiere, alimentata da una crescita sostenuta e inarrestabile del commercio online. Per queste
ragioni diciamo con forza NO a nuovi insediamenti commerciali come quello proposto nell’area ex
Permaflex (peraltro, appare paradossale, oltre che ridicolo, che le opere compensative da realizzarsi a
spese del privato consistano in alcune rotatorie stradali, ovvero ancora una volta opere ad esclusivo
beneficio della mobilità automobilistica). Ciò che viene prospettato rischia di rappresentare il colpo di
grazia inferto alle attività commerciali poste nel centro urbano e spalancherà le porte ad una ulteriore
desertificazione della città. Occorrerebbe invece rilanciare il commercio di prossimità, con il duplice scopo
di ridurre la percorrenza degli spostamenti effettuati con l’auto (e quindi il traffico) e rinsaldare il tessuto
sociale sfilacciato da interazioni fredde e distaccate come sono quelle che si creano nei grandi spazi
commerciali. Sebbene Frosinone non sia una metropoli, resta valida l’idea secondo cui i centri dello
shopping e i principali servizi debbano essere accessibili in 15 minuti a piedi da ogni luogo, così da limitare
l’uso dell’auto e le conseguenti emissioni. Ciò appare particolarmente utile per la parte alta della città, al
fine di evitare il suo ulteriore, progressivo spopolamento.
La stazione che verrà
La prossima riqualificazione della stazione ferroviaria e delle aree limitrofe, tanto attesa dalla cittadinanza,
costituisce un’opportunità da non perdere per ridisegnare la mobilità cittadina. La nuova stazione dovrà

essere un vero e proprio hub dell’intermodalità, con la disponibilità non solo di parcheggi per pendolari e
trasporto pubblico locale, ma anche di bike sharing, car sharing e spazi attrezzati per il lavoro agile.
Ripensare i tempi della città
Last but not least, resta cruciale ai fini della vivibilità complessiva urbana ridefinire i tempi e gli orari della
città così da ridurre il traffico nelle ore di punta. È necessario un maggiore coordinamento fra Comune,
dirigenti scolastici, provveditorato e Cotral per scaglionare opportunamente gli ingressi e le uscite da scuola
in funzione dell’ubicazione dei vari istituti. Occorrerà attivarsi perché si stabiliscano orari differenziati e
prolungati per i servizi (uffici pubblici, negozi, supermercati e mercati) e si possa disporre di app per
informazioni su orari e per prenotare servizi.
Va da sé che le suddette idee e proposte di massima devono essere oggetto di confronto e discussione
pubblica, oltre che di approfondimento. Auspichiamo pertanto la creazione di un tavolo permanente fra gli
stakeholder guidato da un’amministrazione comunale convintamente determinata ad operare un deciso
cambio di passo in un settore strategico da tutti i punti di vista. L’obiettivo comune dovrebbe essere quello
di rendere Frosinone ciò che oggi non è, vale a dire una città vivibile, desiderabile, godibile e attrattiva.

Stefano Ceccarelli
Presidente
Circolo Legambiente “Il Cigno” di Frosinone APS

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