CORONAVIRUS. BINETTI: ANSIA NELLA GENTE, STALLO UE NON AIUTA.

Sen.  Binetti UDC

(DIRE) Roma, 10 ott. – “L’aumento dei contagi in Italia sta creando forte ansia nei cittadini, anche per quell’incessante tam tam televisivo che mentre enfatizza il rischio ribadisce le solite misure di sicurezza. Il che crea un cortocircuito che non manca di sorprendere e di stupire; i contagi aumentano nonostante il livello di guardia e di prudenza circoscritto alla famosa triade: mascherina, gel, distanza fisica, vada progressivamente aumentando”. Lo afferma la senatrice Paola Binetti, Udc. “Nasce cosi’ una indubbia perplessita’ nei confronti degli scienziati e delle loro proposte a carattere preventivo-terapeutico, che rischiano di apparire inadeguate per controllare il virus, che riesce a trovare sempre nuove modalita’ per esprimere la sua aggressivita’. La gente si chiede: ma non potrebbe esserci anche qualche altra cosa da fare o da non fare? Possibile che sia tutto qui quello che nel terzo millennio la scienza e’ capace di suggerire e la politica riesce ad imporre a tutela della salute pubblica? Disposti ad accettare anche qualche sacrificio in piu’, qualche impegno piu’ gravoso nella speranza di venirne fuori. Ma questo- prosegue- e’ quanto accade anche in Europa, in Nord America, Paesi altrettanto sviluppati sotto il profilo tecnico-scientifico del nostro. Solo la Cina sembra essere tornata ai livelli pre-Covid, il come resta un mistero”.

Binetti continua: “Nel logorio che la pandemia sta introducendo nelle nostre vite e nella nostra salute intesa come benessere complessivo, spicca pero’ la netta sensazione che a livello europeo anche il Recovery Fund dopo le iniziali promesse, generose e concrete, sia entrato in fase di stallo. Non c’e’ ritardo solo nei Recovery Plan che il nostro governo promette di sera in sera, senza mai giungere ad una formulazione chiara ed esaustiva. C’e’ anche, e preoccupa ancora di piu’, l’avvitarsi delle decisioni di Bruxelles proprio in chiave economica, con una stretta soffocante e, questa si’, ad altissimo rischio sociale. In Italia tutto si regge sulla promessa dei fondi europei, ma nel momento in cui la promessa dovesse risolvere in una sorta di fake news o di una ipotesi rimandata alle calende greche, non c’e’ dubbio che l’intero sistema precipiterebbe, compromettendo anche la salute psichica di molti sprofondati in una depressione inquietante e inerte. Il Governo sia piu’ chiaro nella diagnosi su questo punto: i tempi del Recovery Plan e i tempi del Recovery Fund impegnano Europa e Italia in modo strettamente collegato e condizionano si la nostra salute fisica, psichica e sociale”.

Agenzia DiRE www.dire.it

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