ANPCI NEWS.

anpci2Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo e che anche quando non ci sei resta ad

aspettarti. (Cesare Pavese)

EVIDENZIATO CHE

La legge di stabilità 2016 ha introdotto il “pareggio di bilancio” per tutti gli Enti locali, compreso i più piccoli con popolazione inferiore ai 1000 abitanti;

L’ANPCI si è attivata attraverso la presentazione di un emendamento alla legge di stabilità 2016, proposto in sede di conversione del decreto legge ”mille proroghe”, richiedente una modifica che consentisse, quantomeno, una programmazione maggiore delle opere da realizzare da parte dei comuni attraverso la stabilizzazione della norma per almeno un triennio;

la nuova imposizione, che di fatto comporterà nuovi vincoli, nuovi lacci, nuove certificazioni e monitoraggi del tutto analoghi a quelle del vecchio patto di stabilità, anche se con regole diverse, richiede di raggiungere un saldo non negativo, calcolato in termini di competenza tra entrate finali, primi 5 titoli del bilancio armonizzato, e spese finali, primi 3 titoli del nuovo bilancio;

Il pareggio di bilancio comporta vincoli per tutti i Comuni, peggiori di quelli relativi al “patto di stabilità” che escludeva i Comuni con popolazione inferiore ai 1.000 abitanti, e sanzioni gravissime per chi se ne discosta.

RILEVATO CHE

I Comuni si stanno trovando in seria e preoccupante difficoltà nella predisposizione del nuovo bilancio di previsione 2016, per il quale, nelle entrate, vi è, per molti comuni, la necessità di ricorrere all’applicazione dell’avanzo di amministrazione per coprire i continui tagli ai trasferimenti da parte dello Stato che hanno, in questi ultimi anni messo letteralmente in ginocchio in particolare le piccole realtà, e che non possono essere compensati attraverso una maggiore imposizione fiscale locale;

Le amministrazioni comunali non potranno avere la possibilità di svincolare le proprie risorse se non entro i limiti stringenti del “pareggio di bilancio e dal 2017 le spese finali dovranno essere coperte dalle entrate finali dell’anno, escluso l’ avanzo e le altre entrate accertate negli anni precedenti e confluite in avanzo;”

Il pareggio di bilancio blocca: gli investimenti, l’uso dell’avanzo di amministrazione, l’indebitamento per realizzare opere, la possibilità, in particolare da parte dei più piccoli, di garantire i servizi minimi indispensabili alle comunità.

Il pareggio di bilancio, vergognosamente, non favorisce gli enti che negli anni hanno dimostrato una buona gestione della cosa pubblica, ma favorisce coloro che hanno minore capacità di riscossione, quindi un fondo crediti alto, e che sono maggiormente indebitati. Non poche amministrazioni, indebitate, ora si trovano soffocate fra interessi da pagare e impossibilità di procedere con le aggiudicazioni.

Molti piccoli Comuni virtuosi, grazie alla loro capacità programmatoria che li caratterizza, hanno realizzato, nel tempo, avanzi di amministrazione da investire per interventi essenziali sul territorio, compresa la manutenzione stessa, nonché l’’attivazione di servizi minimi essenziali alla persona e alla comunità, ora bloccati.

Le risorse accantonate dai Comuni non più utilizzabili per investimenti non devono essere trattenute e bloccate dalla tesoreria dello Stato.

In riferimento a quanto sopra evidenziato

SI RICHIEDE

al Governo, al Parlamento, al Consiglio e alla Giunta regionale di

Modificare urgentemente, trovando le necessarie coperture, la norma della Legge di Stabilità 2016 che impone il rispetto del “pareggio di bilancio” ai comuni con popolazione inferiore ai 5000 abitanti, esentandoli da tale obbligo così come previsto per i nuovi comuni derivanti da fusione;

Consentire ai Comuni, per l’esercizio 2016, di utilizzare l’avanzo di amministrazione così da raggiungere il pareggio di bilancio, evitando il passivo ed il dissesto finanziario;

Di approvare, all’interno del Consiglio regionale del ….., un ordine del giorno analogo al presente che impegni il Governo ed il Parlamento a modificare il “pareggio di bilancio”, esonerando da tale imposizione i comuni fino a 5000 abitanti.

Roma, 17 marzo 2016

Trasmetterlo al Governo, ai Parlamentari di riferimento, alla Giunta e al Consiglio regionale di appartenenza.

Grazie Franca Biglio

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