RIFIUTI. ABBRUZZESE: REGIONE CHIARISCA SU IMPIANTI ALATRI.

(DIRE) Roma, 7 dic. – “Ho presentato una interrogazione a risposta immediata al governatore Nicola Zingaretti in merito al procedimento in atto per la realizzazione di un Impianto di trattamento di rifiuti inerti non pericolosi e di un impianto di recupero di rifiuti speciali non pericolosi costituiti da biomasse vergine nell’area ASI di via Fontana San Pietro (Alatri) al confine con i Comuni di Ferentino e Frosinone”. Lo ha dichiarato Mario Abbruzzese, consigliere regionale di Forza Italia del Lazio e presidente della Commissione Speciale Riforme Istituzionali. “I due siti ricadrebbero al confine con la purtroppo famigerata Valle del Sacco, una sorta di catino noto per la sua forte criticita’ ambientale, certificata dall’inserimento, fin dal 2008, nel SIN (sito di bonifica ad interesse nazionale). Piu’ precisamente la zona di realizzazione dei complessi e’ posta a ridosso del confine con Ferentino e Frosinone, comuni interessati dal SIN. Il comune dentro cui gli impianti verrebbero realizzati – quello di Alatri – in questi ultimi anni ha visto un peggioramento sensibile della sua situazione ambientale che lo ha fatto arrivare ad essere classificato come uno dei Comuni con piu’ alto tasso di inquinamento della provincia di Frosinone. Sappiamo che la situazione demografica della zona degli insediamenti che dovrebbero essere realizzati e’ molto particolare. Al di sotto di uno dei siti individuati ci sono abitazioni situate a 58,53 metri, in cui risiedono circa 11 nuclei famigliari solo nel comune di Ferentino, composto da 29 persone. Entro i 250 metri, invece, vivono 62 persone e entro i 400 metri risiedono all’incirca 170 persone, tra cui sono presenti 30 bambini e solo nella parte di Ferentino, si contano 6 persone affette da patologie tumorali e 7 persone con varie problematiche di natura allergica, tutte documentabili “Nella relazione non tecnica (a pag.4) presentata dalla Ditta richiedente viene invece riportato ‘L’insieme di fattori, unitamente al numero limitato di recettori sensibili rappresentati da poche case sparse a partire da una distanza non inferiore a 150 metri’. Tale affermazione, contrasta con la realta’ dei luoghi sopra evidenziata in quanto, come gia’ indicato, il primo recettore sensibile, ossia il primo insediamento residenziale, e’ sito a meno di 60 metri dall’impianto. Inoltre, il sito e’ ubicato sul confine con Ferentino, delimitato dal canale nel quale la Sorgente San Pietro defluisce. La sorgente e’ conosciuta e attestata nei documenti fin dal 1675 e, in virtu’ della sua importanza, e’ stata oggetto nel 2014 di ristrutturazione da parte del comune di Alatri, con la finalita’ di valorizzarla pienamente. Il canale che diparte dalla sorgente, come riportato dalla relazione tecnica (pag. 43) va ad alimentare il Fosso Cenica che attraversa la S.S. Casilina e, dopo avere oltrepassato la C.C. di Frosinone, si immette nel fiume Sacco. L’impianto andra’ percio’ a insistere su un’area di pregio sia idrogeologico, per la presenza della Sorgente, sia paesaggistico/culturale Le famiglie che risiedono nella zona oggetto dell’intervento ed in generale molti cittadini di Alatri e zone limitrofe, sono giustamente preoccupati di possibili infiltrazioni inquinanti nella falda acquifera sottostante, tuttora attiva, come si evince dalla presenza di tubazione drenante che sfocia nel fosso adiacente, che potrebbero determinarsi, all’apertura dell’impianto. È vero inoltre che la falda acquifera sottostante il sito che alimenta la fontana sita a pochi metri dello stesso, e’ certamente di portata non minima visto che anche con mesi di siccita’ quasi assoluta, come quelli avutisi sino alla fine di ottobre di quest’anno, determina una fuoriuscita di acqua in superficie. Le misure di mitigazione proposte dalla Ditta, ossia piantumazione arboree perimetrali, non potrebbero in alcun modo attenuare la rumorosita’ di ricezione in quanto, la Tabella 1 dell’allegato 3 del D.M. 29.11.2000, quantifica in 1 db per ogni 3 metri di spessore l’attenuazione fornita da una barriera acustica vegetale: la Ditta richiedente dovrebbe creare una foresta arborea con spessore di 75 metri (3 metri x 25 db) , peraltro distanza inesistente nel caso di specie, per determinare un’immissione nei limiti previsti. Tutte le criticita’ descritte nella presente narrativa, sono state inoltre evidenziate grazie all’associazione Medici di Famiglia per l’Ambiente di Frosinone e Provincia, che hanno prodotto dati e studi, che lanciano un particolare allarme su queste strutture, in particolare in una zona gia’ gravata da forte inquinamento e da livelli statistici di patologie respiratore, cardiache e oncologiche molto elevati. I Medici stanno addirittura conducendo in questi giorni uno screening preventivo sulle persone della zona, gratuitamente, per avere dei dati con cui confrontare quelli futuri, se gli impianti dovessero nascere. Il 15 novembre scorso ad Alatri si e’ tenuto un consiglio comunale aperto, dove sono intervenuti i rappresentanti dell’amministrazione comunale di Alatri, il Sindaco di Ferentino, il costituendo comitato ‘Salviamo Fontana San Pietro’ e l’assessore regionale all’Ambiente. Il 25 novembre scorso, si e’ costituito ufficialmente il movimento ‘Salviamo Fontana San Pietro’ che conta gia’ piu’ di 100 soci, ed operera’ per la salvaguardia della salute di tutti i cittadini. E fondamentale dunque sapere quali provvedimenti il governo regionale intende assumere in ordine al rilascio delle autorizzazioni di competenza per la realizzazione dei due impianti in oggetto”.

Agenzia DIRE  www.dire.it

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