I dolci di Natale della Ciociaria

alberonataleAnche in questo Natale 2015 niente di meglio che regalare e mangiare i dolci tipici della tradizione ciociara, per riscoprire i sapori di una volta attraverso sapienti lavorazioni artigianali. Ecco una selezione dei prodotti più noti con relativi punti vendita.

Alvito – I torroncini di pasta reale

Nel cuore della Val di Comino, ad Alvito, la Ciociaria vanta una tradizione straordinaria. I dolci natalizi per eccellenza, i torroni, da queste parti toccano livelli difficilmente imitabili. La tradizione popolare ha trovato ottima dimora in case di produzione che hanno saputo ottimizzare e migliorare il prodotto, divenuto certamente uno dei must della proposta gastronomica della provincia di Frosinone. I torroni sono particolarissimi perché sono di vario genere e soprattutto  di pasta reale e ricoperti di glassa di zucchero. Tra le varie particolarità che si possono trovare, le  coperture all’arancio, al cioccolato bianco o al pistacchio raggiungono livelli notevolissimi sia dal punto di vista qualitativo che da quello dell’originalità, dunque della peculiarità territoriale. Non c’è dubbio che un regalo natalizio che contempli una confezione di questi spettacolari torroncini sia di grande livello e di sicuro successo.

• Pasticceria Tullio   via Lucio Gallio, 1 – Alvito – tel. 0776.510841  
• Pasticceria Macioce:  Piazza Umberto I, 31 – Alvito – tel. 0776.510617
• Le Delizie di Maria  S.S. 82 – loc. Scaffa – Arpino – Tel. 0776.882137

 

Anagni – panpepato

E’ la versione anagnina di un dolce tipico di buona parte dell’Italia centrale e particolarmente diffuso in Ciociaria: il panpepato. Esso è proprio del periodo natalizio ed è una vera e propria golosità. Ad Anagni, dove questo dolce natalizio si confeziona da secoli come in buona parte del resto della Ciociaria, il nome è stato trasformato per richiamare l’identità cittadina: Anagni Città dei Papi. La ricetta si è trasformata negli anni e, da qualche tempo, al tradizionale impasto di frutta secca si è aggiunto anche il cioccolato. In un unico contenitore si uniscono uvetta, noci, mandorle, nocciole spezzettate e cioccolato. Aggiungere i canditi, un paio di cucchiaini di cannella, uno di noce moscata e un’abbondante spolverata di pepe nero. All’impasto viene unito il miele ben sciolto su fiamma leggera con un po’ d’acqua e portato ad ebollizione. Poi l’impasto viene unito a farina a pioggia e diviso in panetti emisferici che vengono posti in forno alla temperatura di 180°C.

• Ristorante Lo Schiaffo – Via Vittorio Emanuele, 270 – Tel. 0775.739148 
• Alimentari Falamesca Giuseppina – V. V. Emanuele, 119 – Tel. 0775.727606
• Alimentari Ciccotti Sandra – Via Vittorio Emanuele, 69 – Tel. 0775.727116

 

Arpino – le uova stregate di maria

Le uova stregate che segnaliamo in questa rassegna di dolci per le feste sono in realtà un simbolo della tradizione dolciaria della nostra provincia. Sono realizzate da una pasticceria di Arpino, Le delizie di Maria”. La pasticcera, Maria appunto, ha cercato di replicare una ricetta antica custodita nel massimo segreto dalle suore di clausura di alcuni conventi ciociari. Ne è venuta fuori un’opera d’arte ormai molto ricercata e celebrata tanto da avere ottenuto un prestigioso riconoscimento come il Premio Slow Food 2009 . Maria è nota anche per la produzione di panettoni e pandori realizzati seguendo minuziosamente le ricette tradizionali e utilizzando lieviti naturali. Per ottenere i migliori risultati Maria è stata per molto tempo presso alcune pasticcerie lombarde e venete molto rinomate per la produzione di panettoni e pandori. Queste preparazioni artigianali sono particolarmente onerose, se non altro perché si ottengono solo dopo lievitazioni lunghissime.


• Le Delizie di Maria – S.S. 82 – loc. Scaffa – Arpino- Tel. 0776.882137

 

Ferentino – il panfrutto di Battisti

Dolce tipico solo della produzione della pasticceria Battisti, il Panfrutto è impropriamente un dolce natalizio e va considerato un dolce delle festività. Fatto sta che a Natale vede uno dei momenti di massimo successo. E’ anche un ottimo dessert da accompagnarsi  a  grandi vini; la peculiarità è che assaggiandolo, ha un retrogusto molto particolare. Non è un dolce tradizionale, ma è l’invenzione geniale della Pasticceria artigianale Battisti che delizia i propri clienti con dolci tipici ed altri prodotti da forno sin dal lontano 1952. È stato il compianto Sor Angelo, raffinato gourmet ed amante di tutte le cose buone, ad avviare il primo laboratorio di pasticceria, originariamente denominato “Il Giglio ciociaro”. La tradizione è proseguita con il figlio Giovanni, fino ad arrivare, ai giorni nostri, alla nipote Marialucia che gestisce, coadiuvata dalla sorella Sara, l’ azienda di famiglia. In più di mezzo secolo di cose ne sono cambiate ma la passione è rimasta intatta.


• Pasticceria Battisti – Via V. Casilina 

• Punto vendita in via A. Bartoli n. 10 – tel e fax: 0775.397727

 

Guarcino – il serpentone

Il serpentone è un dolce tipico del Natale e specifico dei centri arroccati sui Monti Ernici. Oggi viene considerato prettamente di Guarcino dove ancora si continua a produrre e dove si può reperire in questo periodo natalizio. Il serpentone è un dolce di origini antichissime (forse pagane) e consiste in una sfoglia di pasta arrotolata su se stessa e contenente un ripieno dolce. La ricetta (comunque secolare) che ci è stata tramandata prevede un impasto molto simile a quello del panpepato. La differenza sostanziale consiste nella sua finezza. Mentre nel panpepato la frutta secca è tritata grossolanamente nel serpentone essa deve essere sminuzzata fino a diventare quasi impercettibile. Il ripieno, costituito da frutta candita e frutta secca con l’inserimento (negli ultimi decenni) del cioccolato, deve risultare un vero e proprio impasto dalla consistenza morbida. Il dolce, una volta confezionato con la tradizionale forma a serpente, viene infornato a 180°C per circa un quarto d’ora fin quando la pasta apparirà croccante ma non secca.


Supino – i canascionetti

I canascionetti sono tra i più diffusi e noti dolci tipici ciociari, emblema del Natale. Sono dolci molto semplici, realizzati con ingredienti che si trovavano facilmente in natura e risultano molto diffusi nelle case dei contadini. Si racconta come agli inizi del `900 fosse molto facile imbattersi, prima delle festività natalizie, in donne che giravano per il paese con i grembiuli pieni di noci e castagne per scambiarle con le mandorle, le nocciole o il miele dei loro vicini. Si presentano con una forma simile ai ravioli, dorati in superficie, con una massa friabile e un ripieno composto da un impasto di castagne, ceci, noci, nocciole e miele, il tutto aromatizzato con noce moscata e pepe.
Nella ricetta tradizionale alle castagne ed ai ceci, cotti in acqua e passati, si uniscono le nocciole e le noci tritate,  si amalgama il tutto con il miele, e infine si aggiunge la noce moscata ed il pepe. L’impasto viene messo sulla sfoglia che poi si ripiega per creare tanti ravioli.

• Pizzeria Cerilli Nalina – Via G. Marconi, 32 – 0775.226073


Terra di San Benedetto – gli struffoli

Questo dolce, che nel sud della provincia di Frosinone è tipico delle festività natalizie, è ben noto anche nel resto della Ciociaria dove invece si consuma a Carnevale. Il dolce è composto da numerosissime palline di pasta (realizzata con farina, uova, burro, zucchero e aromi) di non più di 5-10 mm di diametro, fritte nell’olio o nello strutto e (dopo averle lasciate a raffreddare) avvolte in miele caldo e disposte in un piatto da portata dando loro, in genere, una forma a ciambella; si decora, infine, la composizione con pezzetti di cedro ed altra frutta candita, pezzetti di zucchero e confettini colorati (chiamati diavolilli o diavoletti). Nonostante la loro tipicità sia allocata in Campania e nel Lazio meridionale pare che questi dolci provengano da oriente e siano stati importati oltre 2000 anni fa. Di fatto nella cucina greca esistono i “loukoumades” che sono praticamente la stessa cosa. Anche l’uso come dolce tipico natalizio sembra essere relativamente recente, in quanto il ricettario del Crisci (1634) ne fa cenno ma non specificamente in relazione al pranzo di Natale.

da www.ciociariaturismo.it

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