poesie

ulivi a DroroI luoghi dell’anima (dedicato a Droro)

Permangono,
mi dice mia nipote Gelsomina,
ti restano nell’anima quei luoghi
che hai vissuto da bambina
e tornano, nei sogni,
a ricordarti
che tu non sei più tu
e loro più non sono ciò che erano per te.
Ma restano,
presenti
e ti richiamano a momenti assenti
dalla vita che vivi
giorno per giorno
in altri nuovi luoghi della mente.
Sì,
un giorno il mio fantasma potrà correre
trasparente, impalpabile
errante,
tra i campi del Cilento
che non ci sono più.
Tra le immense vallate,
sotto i monti,
non ancora serrati da recinti.
I miei piedi percorreranno Droro,
quello che più non è.
Senza la roccaforte costruita dall’uomo
che, silenziosa sovrasta,
vuota di sogni e di ricordi belli.
Soltanto ulivi, verdi
e grigio-argenteo nelle foglie
picchiettate del bruno delle olive,
del verde screziato,
dalle reti rosse
e bianche,
stese in terra
e fermate da chiodi di ricordi,
tenute assieme dal passato.

Bianca Fasano

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Poesie

Valle dell’usignolo

di Ernesto Mastropietro

L’acqua sulfurea silente

nella dolce piana di Circe

bacia ancora le nostre ombre,

accarezza i nostri aneliti

avvolti di pura amicizia,

da frescura di salici e di eucalipti,

dal gorgheggio degli usugnoli,

abitatori da sempre

di questa valle profumata

di limoni e ginestre.

La ninfa Feronia già volge

le bionde chiome scompigliate

e le porge al vento; agitata

corre e anela il mare libero,

scossa da fremiti d’amore,

accarezzata da un manto verde

screziato da biancore di calle,

dimentica, come te, di promesse

giovani, non mantenute, d’affetto,

di figlia, d’amica.

Lacrime di San Lorenzo

Poesia di

Ernesto Mastropietro

Lo sguardo fisso

a fruscii di stelle,

catturati da desideri

innocenti nell’immensità

dell’infinito di luci.

Mille e mille occhi

mi guardano, mi scrutano,

mi interrogano silenziosi;

curiosi mi imprigionano

in dolci ricordi lontani.

Anch’io ho catturato

un piccolo desiderio,

smarrito nella notte

con le lacrime di S. Lorenzo,

nascosto in un bacio d’amore.

Profumo nel cuore

di Ernesto Mastropietro
 
 
Mi sono avvicinato

ad una rosa dolce

con slancio e desiderio;

con amore ho accarezzato

i suoi petali di cielo.

                                             Ho sentito il suo profumo

                                             baciato dal mattino

                                             tenero di rugiada

                                             nel sogno d’un ‘estasi.

Ho toccato il suo gambo giovane

con fiducia altera

da una fitta mi sgorgò

tristezza infinita

intrisa di rosso.

                                               Ho baciato una rosa

                                               turgida d’amore:

                                               la rugiada è penetrata

                                               nella mia bocca assetata

                                               il profumo nel mio cuore.

Poesia inedita di Alda Merini.

ed ecco per te il mio requiem senza parole
con la bocca piena di erba e di felci azzurre
ecco il mio requiem della corifera che non
è creduta, della Cassandra che è vilipesa
magnifico esempio di segreta impresa
tu solo mi esalti e mi incanti perché
sei colui che non si può prendere…
(Incipit di “Requiem”, poesia inedita di Alda Merini (21 Marzo 1931 – 1° Novembre 2009), dalla raccolta “Come polvere o vento”, presto pubblicata dalla casa editrice Manni)

merini

A TUTTE LE DONNE.
Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso
sei un granello di colpa
anche agli occhi di Dio
malgrado le tue sante guerre
per l’emancipazione.
Spaccarono la tua bellezza
e rimane uno scheletro d’amore
che però grida ancora vendetta
e soltanto tu riesci
ancora a piangere,
poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,
poi ti volti e non sai ancora dire
e taci meravigliata
e allora diventi grande come la terra.

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