Pd, cresce il pressing su Renzi. Ipotesi congresso a 3 con Orlando e Emiliano.

ROMA – Lavori in corso nel triangolo Renzi-Emiliano-Orlando. Alla vigilia della direzione che deve nominare la commissione per il congresso, un ultimo appello a Matteo Renzi arriva da Gianni Cuperlo, che questo pomeriggio alla Camera ha visto Lorenzo Guerini e Ettore Rosato. Nelle scorse ore Cuperlo ha sentito il ministro della giustizia Andrea Orlando, possibile candidato al congresso, e Cesare Damiano coi quali sono in corso verifiche sulla formazione di un’area che sosterrebbe la candidatura di Orlando al congresso.

Ma il ragionamento di Cuperlo con Guerini e Rosato e’ andato al cuore del problema ‘scissione’. “Finiremo per pagare un prezzo politico troppo alto. Perche’ la scissione non e’ solo numerica, e’ simbolica. Ed ha ragione Delrio: se si apre la crepa, si rischiano altri crolli. E comunque e’ la diga nel suo complesso, il Pd, a non essere cosi’ sicura”.

A Renzi si chiede di fare un passo per ricucire con il fronte dei possibili fuoriusciti, che chiedono una dilazione dei tempi del congresso. Per il momento la scissione si concretizza nel fatto che i bersaniani non andranno alla direzione di domani, anche se, fanno sapere, “non c’e’ ancora nulla di consumato”. Ci andranno invece esponenti vicini a Michele Emiliano, il quale non ha escluso di partecipare alla riunione.

Il governatore pugliese gioca una partita che lo vede interloquire a tu per tu con l’ex segretario Matteo Renzi. Ieri Emiliano ha chiesto una dilazione dei tempi del congresso, con una piattaforma programmatica prima delle amministrative e le primarie dopo.  Se arrivera’ una risposta positiva, Emiliano, si apprende da fonti a lui vicine, non escluderebbe che una persona di fiducia possa entrare nella commissione per il congresso, la commissione che fissa il percorso congressuale e scrive il regolamento. In quel caso, il presidente della regione Puglia non lascerebbe il partito. E anzi, si rincorre in queste ore, l’ipotesi che Emiliano possa valutare, qualora ricorrano le condizioni, anche una possibile candidatura.

Il doppio pressing Cuperlo-Emiliano su Renzi non sembra per il momento aver prodotto risultati, anche se i contatti sono in corso. Fonti renziane spiegano che il segretario ha detto ieri quel che c’era da dire. E non sono quindici giorni in piu’ o in meno a cambiare la sostanza di un ragionamento politico che in estrema sintesi suona cosi’: “Nel Pd decidono le primarie, non i caminetti”. La questione e’ ora demandata alla commissione per il congresso.

Ma intanto di scissione si comincia a ragionare alla Camera. A quanto si apprende da fonti della minoranza potrebbe interessare 40 deputati, 16 provenienti da Sel e 24 dal Pd, 2 di questi di fede dalemiana. Ma a parte il caso delle presidenze (Epifani e Boccia sono presidenti di commissione), si apre un caso in commissione Affari Costituzionali. Qui il futuro gruppo della ‘nuova sinistra’ potrebbe contare 4 ex-Pd (Agostini, Bersani, Giorgis, Lattuca). Tanti da spostare gli equilibri interni alla commissione.

Agenzia DIRE  www.dire.it

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