In uscita “E allora io mi vesto di sogni” di Daniele Diruzza.

copertinaBonfirraro editore pubblica il romanzo di una vita che incontra la malattia e sposa un’altra direzione

Cosa accade nella vita di un ragazzo quando un referto medico cade come una mannaia, decretandone inevitabilmente il destino? E quando quella stessa malattia, invadente e sfacciata, volge ineluttabilmente alla paralisi?

È in uscita “E allora io mi vesto di sogni…” il romanzo di stampo autobiografico, delicato e profondo, edito da Bonfirraro e firmato da Daniele Diruzza, giovane frusinate costretto da anni sulla sedia a rotelle.

foto Daniele DiruzzaArriva a quindici anni, infatti, quella diagnosi che gli toglierà il fiato, non prima di tantissime sofferenze, viaggi di speranza e tante, forse troppe, sale d’aspetto. Ma nulla, neanche lo sclerosi multipla, lo fa desistere dal realizzare i propri sogni: ed è così che Daniele sale sui migliori palcoscenici d’Italia, diventando un artista, trasformandosi come un mago, fantasticando come un prestigiatore, colorandosi come un musicista. “E allora io mi vesto di sogni..!”, interamente scritto con l’assistente vocale, narra di questo, del primo giorno della scoperta della patologia e della reazione dei genitori dell’autore, di come molte persone “amiche” si siano allontanate, forse per paura.

La malattia, insomma, vista come architrave su cui poggiare un intero e intenso romanzo dell’anima, basato sulla fragilità e, insieme, sulla bellezza dell’esistenza.

«Ho voluto fortemente questo libro che induce a riflettere, dalle cui pagine emerge una formidabile e non comune positività – ama spesso ripetere l’editore Salvo Bonfirraro – perché si comprende come anche una malattia, seppur invalidante, possa trasformarsi in un’opportunità da non sottovalutare, in un pretesto per partire, in un viaggio da realizzare, in un sogno da vivere».

Una narrazione – densa, a tratti comica, per altri versi commovente – condotta in prima persona sin dalla pagina d’esordio che calamita subito l’attenzione del lettore, e non solo quello più sensibile. Ed evitando di annoiarlo con i dettagli dei disagi e problematiche fisiche più brutte, lo fa calare anche nella vita concreta, con le sue puntatine sull’attualità, sulla politica, la religione e quant’altro…. E, fantasticando, non si potrà ignorare l’amore, e le diverse storie d’amore, vissute dall’autore che è pur conscio di non poterne avere.

«Ho scritto del mio indissolubile rapporto con l’arte – racconta Diruzza – di come tutto sia cominciato, di come odiavo fare l’interprete, del rapporto burrascoso con mio padre. Spiego come sono riuscito a fare il prestigiatore pur non avendo sensibilità nelle mani, raccontando in prima persona un intero spettacolo e di come, pur non avendo forza nelle gambe, sia riuscito a trovare il modo per riposarmi e arrivare sempre a fine spettacolo. Spiego le varie tipologie di farmaci presi, i loro effetti collaterali, l’operazione alle giugulari CCSVI e di come sia stato inutile, tutto».

Vivere nell’epoca liquida degli smartphone ha permesso, inoltre, di creare un testo interattivo e sperimentale, con l’inserimento tra le pagine dei QR CODE, per chi voglia approfondire, vedere o ascoltare i video degli spettacoli di Diruzza o brani musicali, di cui egli stesso descrive la genesi.

Alla fine di questa galoppata all’interno di una vita, ci si porrà esclusivamente una domanda: allora, tra la malattia che è arrivata inesorabile e una vita che scorre tra le dita inevitabilmente, quale scelta? “E allora… io mi vesto di sogni”!

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