(ER) AGRICOLTURA. INSETTI ANTI-CIMICE EFFICACI, MA FRA 2 ANNI.

A BREVE I PRIMI TEST; REGIONE: PIÙ PREVENZIONE E BANDO DA 10 MLN (DIRE) Bologna, 14 feb. – Nonostante i buoni studi dei ricercatori di Modena e Reggio Emilia in particolare, a breve non sara’ replicabile per la questione della cimice asiatica l’esperienza, bio e felice, contro la vespa del castagno. Serviranno almeno due anni, tuttora, per sviluppare “antagonisti” anticimice efficaci, e la via chimica peraltro si e’ gia’ mostrata un flop negli Usa: cosi’, non resta che aumentare la prevenzione e stanziare nuovi fondi pubblici, monitorando gli sviluppi. È in sintesi il senso del convegno nazionale di oggi alla terza torre della Regione Emilia-Romagna, dove oltre 300 addetti ai lavori accorrono per ascoltare esperti e istituzioni sul tema. Anzitutto, sui danni. Non c’e’ ancora una stima della Regione, ma i produttori di frutta parlano di cali a causa delle incursioni della cimice asiatica (Halyomorpha halys) fino al 22% sull’ultimo raccolto, per quanto riguarda le pere, ma si rischia di sottostimare. Considerando la sola produzione lorda vendibile e’ andata un po’ meglio, visto l’aiuto dei prezzi, ma ora si tema una nuova frontiera: e’ vero che la cimice si sta spostando verso il nordest, ma, se l’uva e’ stata risparmiata, dopo le pere rischiano molto le pesche. Ne parla in sala e a margine l’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Caselli, a suon di numeri sugli interventi realizzati finora. Ecco in fila le prossime contromisure annunciate: un bando da 10 milioni per finanziare l’acquisto e l’installazione da parte degli agricoltori di reti anti-insetto; una cabina di regia unica regionale con tutti i soggetti interessati (Servizi fitosanitari, Universita’, enti di ricerca, Organizzazioni dei produttori, centrali cooperative) e l’avvio nella prossima primavera dei primi test sperimentali di lotta bio, tramite il lancio massivo di insetti predatori del pericoloso fitofago.

Dopo le prime apparizioni qualche anno fa nel modenese, la cimice della frutta (attacca anche mele e kiwi) si sta diffondendo a forte velocita’ nel resto del territorio regionale, a partire dalle province di Bologna, Ferrara (bassa), Reggio Emilia, mentre dall’anno scorso e’ comparsa anche nel ravennate e in provincia di Forli-Cesena.
“Siamo la Regione in prima linea- evidenzia Caselli- nel combattere la cimice. Stiamo facendo ogni sforzo sia dal punto di vista organizzativo che delle risorse finanziarie per fornire agli agricoltori la necessaria assistenza tecnica, individuare efficaci metodi di contrasto e intervenire a difesa del reddito degli agricoltori”. Col bando da 10 milioni (l’aliquota di sostegno e’ pari al 50% della spesa ammissibile, che va da un minimo di 5.000 ad un massimo di 250.000 euro) potranno essere dotati di un sistema di protezione passiva 4.000 ettari di frutteti. Il tutto si aggiunge ai 900.000 euro stanziati recentemente dalla Regione per abbattere fino a 1,5 punti il costo dei prestiti di conduzione alle imprese, attraverso la concessione di un contributo in conto interesse tramite gli Agrifidi. In parallelo alle attivita’ sperimentali gia’ avviate, nel 2016 la Regione ha concesso un contributo di 27.000 euro per il completamento di indagini condotte dal Consorzio fitosanitario di Modena e ha finanziato con altri 380.000 un progetto triennale di ricerca che vede come capofila il Crpv di Cesena; sono poi in fase di definizione sui nuovi modelli previsionali sullo sviluppo e la diffusione della cimice, le stesse tecniche di cattura di massa del fitofago e l’avvio della lotta biologica con i primi lanci sperimentali, appunto, di predatori o parassiti.

Agenzia DIRE  www.dire.it

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