ENERGIA. GREENPEACE: BENE USCITA CARBONE 2025, MA MENO GAS E PIU’ FER.

(DIRE) Roma, 11 nov. – “La buona notizia e’ che in Italia non ci sara’ piu’ carbone a partire dal 2025 ed e’ positivo il fatto che sia stato rivisto al rialzo, anche se non abbastanza, l’obiettivo sulle rinnovabili elettriche. Ma non possiamo pensare di sostituire il carbone con il gas naturale: bisogna investire in *smart grid*, efficienza energetica e rinnovabili, per limitare al minimo indispensabile il ricorso al gas e la costruzione di nuove infrastrutture come gasdotti o rigassificatori, visto che questo andrebbe anche contro i dichiarati obiettivi di indipendenza energetica. Sul tema della mobilita’ attendiamo inoltre la definizione di strumenti chiari, non solo in sostegno alle auto elettriche, ma anche in favore di mobilita’ alternativa e condivisa”. Il direttore esecutivo di Greenpeace Italia, Giuseppe Onufrio, lo dichiara commentando la presentazione della Strategia energetica nazionale da parte del Presidente del Consiglio Gentiloni e dei ministri Calenda e Galletti. Secondo l’associazione ambientalista “e’ importante che, contestualmente all’abbandono del carbone, si diano ai cittadini gli strumenti per diventare energy citizen, ovvero per autoprodurre energia e diventare consumatori consapevoli”. Per chiedere azioni globali, in occasione della Cop23, questa notte Greenpeace ha proiettato in Germania un messaggio in diverse lingue per ricordare che non c’e’ nessun futuro nei combustibili fossili. In Italia, invece, l’organizzazione ambientalista ha lanciato oggi un tweet bombing, indirizzato proprio al presidente del Consiglio Gentiloni e al ministro Calenda, per fare chiarezza sulla posizione del governo italiano sul cosiddetto ‘Winter package’, un pacchetto di misure in discussione in Ue che decidera’ il futuro energetico del nostro continente fino al 2030.

“In Europa l’Italia si dice favorevole al capacity payment, ossia al finanziamento con soldi pubblici di centrali a carbone e a gas, senza alcuna restrizione. Sul tema degli energy citizen invece la posizione del governo a Bruxelles e’ vaga e certamente non virtuosa, mentre la SEN si limita a citare il tema senza dare obiettivi. Inoltre, in Ue, siamo tra i Paesi che non vogliono definire obiettivi piu’ ambiziosi per le rinnovabili, richiesti invece perfino da parte dell’industria elettrica, con Enel in testa. Tutto cio’ appare ancor piu’ incomprensibile per un Paese che giustamente ha annunciato l’abbandono del carbone e che dichiara di volersi impegnare a fondo per portare avanti l’Accordo di Parigi”, conclude direttore esecutivo di Greenpeace Italia, Giuseppe Onufrio. 

Agenzia DIRE  www.dire.it

Potrebbero interessarti anche...