Da Milano a Roma, tremano le Capitali d’Italia.

ROMA  –   Ieri Milano, oggi Roma: la magistratura indaga senza badare a colori e partiti e i sindaci delle due ‘capitali’ tremano.

Se ieri è toccato al dem Giuseppe Sala, autosospesosi per un’indagine su Expo, stamattina è la prima cittadina di Roma, Virginia Raggi, una delle personalità più in vista del Movimento Cinque Stelle in Italia, a svegliarsi di soprassalto: l’arresto del suo braccio destro Raffaele Marra per corruzione (per fatti risalenti al 2013) scuote le fondamenta di Palazzo Senatorio, aggiungendosi all’indagine già in corso sulle nomine della sindaca scaturita dagli esposti di Fratelli d’Italia e soprattutto di Carla Raineri, la magistrata ed ex capo di Gabinetto di Raggi diventata la grande accusatrice della Giunta pentastellata.

Ed è proprio da lì che sembrano avere origine i problemi dell’amministrazione romana, come ammesso ieri dalla stessa sindaca: “È simpatico che tutto origini dall’ex capo di Gabinetto, che di fatto è stata nominata con una procedura che io ritenevo illegittima”. Nominata in estate e poi allontanata poco dopo, il primo settembre, per un’illegittimità certificata – mesi dopo – anche dall’Anac, portandosi via anche l’assessore al Bilancio di allora, Marcello Minenna e metà dei vertici delle municipalizzate appena individuati dalla Giunta. Già allora la sindaca si schierò senza indugi e a spada tratta a difesa dei fedelissimi Salvatore Romeo – ‘promosso’ da dipendente capitolino a capo segreteria, altra nomina sotto la lente d’ingrandimento delle autorità – e di Raffaele Marra, entrambi contestatissimi da Raineri in una ‘guerra fredda’ che, in pochi giorni, la portò fuori dal Campidoglio.

Una posizione, quella di Raggi, criticata senza mezze misure dai vertici nazionali del M5S – Roberta Lombardi lo definì il “virus che infetta il Movimento” – e anche da diversi consiglieri della sua maggioranza.

Tutti, anche Beppe Grillo, hanno cercato di consigliare la sindaca al passo indietro, convincendola però solo a recedere dall’idea di fare di Marra il suo capo di Gabinetto – la sindaca lo nominò ‘solo’ vice – e poi a spostarlo. Mettendogli però in mano le chiavi del Personale, visto che gli venne affidato il ruolo di capo del dipartimento Risorse umane e di deus ex machina della rotazione anticorruzione dei dirigenti capitolini. Il risultato – oltre al numero esiguo di dirigenti a cambiar di posto – fu la autoconferma di Marra e in più la promozione del fratello Renato da vigile urbano a dirigente.

di Mirko Gabriele Narducci, giornalista professionista

L’ARRESTO DI MARRA A ROMA

Il capo del personale del Campidoglio, Raffaele Marra, è stato arrestato questa mattina su richiesta della Procura di Roma. Ad eseguire l’arresto sono stati i Carabinieri. L’accusa per lui è quella di corruzione.

Al centro dell’inchiesta che ha coinvolto l’ex finanziere ci sarebbero fatti legati alla compravendita di una casa Enasarco. In manette anche il costruttore Sergio Scarpellini. I due arrestati si trovano ora nella caserma dei carabinieri di via In Selci.

A MILANO SALA INDAGATO, LUI: MI AUTOSOSPENDO DA SINDACO

“Apprendo da fonti giornalistiche che sarei iscritto nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta sulla piastra Expo. Pur non avendo la benché minima idea delle ipotesi investigative, ho deciso di autosospendermi dalla carica di sindaco, determinazione che formalizzerò domani mattina nelle mani del prefetto di Milano”. Così il sindaco di Milano Giuseppe Sala, dopo che il quotidiano la Repubblica in un articolo ha dato notizia dell’iscrizione del primo cittadino nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta sulla Piastra Expo. Sala sarebbe accusato di falso materiale.

Agenzia DIRE  www.dire.it

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