Asterischi: apologia di strage.
La Digos, fortunatamente, ha fatto visita al professore nazista torinese che promette, in rete, di ammazzare un po’ di ebrei. In quei paraggi politici (gli stessi nei quali è cresciuto “culturalmente” l’assassino dei senegalesi di Firenze) quando si viene chiamati a rendere conto delle parole di odio, si usa bofonchiare qualche ridicola pretesa di “libertà di espressione”, come se l’apologia di strage ne facesse parte, e gli appelli alla violenza contro ebrei, neri, omosessuali, disabili non fossero sanzionati dalle leggi italiane ed europee. C’è da chiedersi come, quando e perché queste frange patologiche abbiano potuto riprendere fiato, rinfrancarsi e sentirsi parte attiva della comunità nazionale al punto di considerare “libertà di espressione” l’apologia dello sterminio. Una risposta parziale ma, ahimé, inevitabile, chiama in causa l’ignobile catena di alleanze elettorali che la maggioranza di centrodestra da poco defunta ha messo in campo, per molti anni, con la galassia di partitini ultra-fascisti (Forza Nuova e congeneri), ricettacolo di ogni paranoia razzista. Se uno viene ricevuto ufficialmente dal capo del governo, perché mai dovrebbe considerare inpronunciabili o clandestine le proprie idee? (Michele Serra, fonte: la Repubblica.it , da Triskel 182)
























