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Al Louvre un tetto d’oro per il nuovo museo di Arti Islamiche.

a cura di Anna Rita | 0

Vent’anni dopo la piramide di vetro di Ieoh Ming Pei, fervono i lavori per la grande struttura degli architetti Bellini e Ricciotti sede della nuova ala. Per completare l’opera però, servono ancora 10 mln di euro. Il museo si appella ai mecenati facoltosi.

Un immenso velo che fluttua in aria morbido e leggero. Vista dall’alto è così che appare la copertura di vetro e griglia di metallo della settecentesca Corte Visconti del Louvre di Parigi. Progettata dall’architetto italiano Mario Bellini insieme al francese Rudy Ricciotti, la nuova ala del museo parigino, che con i suoi 8,8 milioni di visitatori nel 2011 ha confermato il suo primato di numero uno al mondo, ospiterà il dipartimento di Arti islamiche e, salvo imprevisti, sarà pronta entro la prossima estate 2012.

Un’opera imponente che fonde insieme elementi di architetturaingegneria e design contemporaneo uniti a nuovissime tecniche di illuminazione per un risultato definito da molti “dolce e non violento”: “Le aree nuovo museo – spiega l’architetto Bellini al quotidiano francese Le Figaro – saranno coperto da una sorta di ‘nuvola iridescente’ che, emanando una luce diffusa, sembra galleggiare con disinvoltura lungo gli spazi espositivi del museo”. “Grazie a questo ‘rivestimento luminescente’ – aggiunge – sarà possibile osservare dall’interno del nuovo museo le facciate del cortile esterno. Dalle sale espositive il visitatore potrà così ammirare i giochi di pieghe e ondulazioni nella copertura che darà una dimensione poetica all’effetto complessivo”.

Nelle varie fasi di progettazione e realizzazione della monumentale copertura, la vera sfida per gli architetti Mario Bellini e Rudy Ricciotti è stata quella di trovare un equilibrio sottile ed elegante tra il neoclassicismo della corte del XVII° secolo e l’evocazione di Arte Islamica. L’idea ha così trovato anima e corpo in una sorta “tenda nomade”, leggera e luminosa, il cui tetto è organizzato come un immenso reticolo di vetro composto da 2.350 triangoli che poggiano su una griglia di tubi metallici: sono loro che sprigioneranno la particolare luminescenza oro chiaro tipica delle decorazioni arabe.



[Il progetto della copertura esterna. Fonte: www.bellini.it]

L’interno del nuovo museo delle Arti Islamiche, invece, si distribuisce su oltre 2.800 metri quadrati suddivisi in due livelli: il primo, altezza cortile, ospiterà le opere che vanno dal 7° al 10° secolo, mentre il secondo, al piano inferiore, esporrà le opere dal 11° al 19° secolo insieme alla prestigiosa collezione di tappeti. E proprio da questo livello, il visitatore potrà intravedere il “velo” da alcuni punti strategici grazie alle trasparenze delle aperture superiori lungo il perimetro del cortile (come descritto dal secondo progetto su sfondo nero riportato qui sopra, ndr). I due livelli saranno collegati da una scala in cemento di 14 m di lunghezza e 6 metri di altezza che poggerà su un pavimento nero, a tratti intarsiato, che si ben si sposa con i toni scuri misti oro delle pareti. Un vero e proprio scrigno che ospiterà un tesoro di oltre 18mila opere, 15mila delle quali appartenenti al Louvre stesso, alle quali si aggiungono 3.400 capolavori di arti decorative per un percorso storico che va dal VII secolo al XIX secolo. Alcune di queste opere, inoltre, saranno esposte per la prima volta dopo un grande lavoro di restauro.


[Il progetto del museo all'interno. Fonte: www.bellini.it]

 riportato da Le Figaro, infatti, l’intero progetto voluto nel 2002 dall’ex presidente Jacques Chirac, la cui prima pietra è stata posata nel luglio 2008 da Nicolas Sarkozy, è costato fino a questo momento 98,5 milioni di euro: 31 milioni versati dallo Stato, 1,5 milioni dal Louvre, il resto da mecenati generosi prevalentemente del mondo arabo. Per completare gli ultimi 4.600 metri quadrati, però, mancano ancora 10 milioni di euro, così nei giorni scorsi il Louvre ha lanciato un appello ai donatori facoltosi. Circa 500mila euro, fa sapere il mueso parigino, potrebbero arrivare da privati, e serviranno per il restauro alcune opere d’architettura egiziana che saranno esposti nel nuovo dipartimento di Arte Islamica, mentre se da una parte la copertura ondeggiante è già praticamente terminata, restano ancora da installare le migliaia di teche dove saranno collocati gli oggetti.


[Un'immagine della copertura dall'alto. Fonte: immagine dal web]

“Siamo fiduciosi. Non mi preoccupo”, ha dichiarato a Le Figaro il direttore del Louvre, Henri Loyrette, lanciando il suo appello per cercare nuovi mecenati. E forse potrebbe avere ragione. In fondo, fino ad ora, i lavori sono stati possibili grazie ad un ricco carnet di finanziatori: lo Stato francese e lo stesso museo parigino, molti capi di Stato, emiri e sultani. E poi il supporto di molte aziende, società e gruppi, fino al mecenate principale, la Fondazione del principe saudita al-Walid ben Talal. Dunque, arrivati a questo punto, non dovrebbe essere un problema trovare un ulteriore sponsor disponibile a garantirsi importanza e prestigio da un’opera architettonica che rimarrà nella Storia.

Emanuele Dorru

www.nannimagazine.it

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